La mia prima esperienza con un’altra donna

La mia prima donna

L’esperienza che mi ha fatto capire la vera bellezza della donna..

Non posso credere a quanti sogni ho fatto di me con un’altra donna. Non sono mai stata con un’altra donna, ma mi sono sempre chiesta come sarebbe stato. Vedo donne attraenti ogni giorno e apprezzo sempre una bella donna. C’è una donna in particolare nel mio ufficio, Caterina, che è bellissima.

Ha lunghi capelli rossi e il corpo più bello che abbia mai visto. Tra qualche settimana ci sarà una festa della nostra azienda in un famoso hotel fuori città, se sono fortunata lei sarà lì.

Mentre mi vesto per la festa, nella camera d’hotel che mi hanno dato, il mio cuore comincia a battere sempre più alla possibilità di vederla. Ci siamo passate accanto un paio di volte negli ultimi giorni e, dal sorriso che mi ha lanciato, sono sicura che mi ha notato.

Stasera, farò in modo che si accorga di me. Mi faccio scivolare dentro il mio vestito rosso che mi spinge il seno verso l’alto in modo che sembri pieno e bello come dico io. Mi spruzzo un po’ di profumo dietro le orecchie e mi metto i miei tacchi alti.

Un ultimo sguardo allo specchio, prendo la mia borsa, ed esco dalla porta. Vedo Caterina che parla con il mio collega Silvio mentre entro nel salone delle feste, così prendo una flute di champagne da un cameriere di passaggio, e mi faccio strada per dire ciao.

Caterina e Silvio ammirano entrambi i miei lenti movimenti verso di loro. Tuttavia, lo sguardo di Caterina fa sì che le farfalle nel mio stomaco facciano le capriole.
Mentre Silvio mi bacia la guancia, io sorrido a Caterina, Silvio poi, ci presenta.

Qualcosa scatta tra me e Caterina quando le nostre mani si incontrano, una specie di scintilla di qualche tipo. Lei è bellissima con i suoi capelli rossi tirati all’indietro, i suoi occhi verdi scintillano sotto la luce e l’abito color smeraldo che indossa le sta divinamente.

Noi tre facciamo due chiacchiere, ma devo ammettere che mi era difficile distogliere gli occhi dal suo corpo. Quando il bicchiere di Silvio è vuoto, si dirige verso il bar lasciando Caterina e me da sole in mezzo al mare di gente.

Il cameriere passa, ed entrambe raggiungiamo lo stesso bicchiere di champagne e, mentre le nostre dita si toccano, capisco che non ci sono dubbi sulla chimica che c’è tra noi. “Prego” dico, permettendole di prendere lo champagne.

Ne prendo un altro. Sono sempre schietta, quando voglio qualcosa, quindi apro la borsa, le faccio scivolare la chiave della stanza nella mano e me ne vado. Mentre aspetto in camera, verso due drink e aspetto l’arrivo della bella Caterina.

Accendo la radio, sento una chiave che scivola nella porta, sorrido e mi giro proprio mentre lei chiude la porta e si appoggia ad essa. Prendo i due bicchieri, le offro il suo, chiudendo la distanza tra noi baciandole la guancia, e sento il suo respiro.

Non posso farne a meno, le bacio il collo dolcemente e lascio scivolare lentamente la mia lingua su per il collo, e le mordicchio leggermente il lobo dell’orecchio. Afferro la sua mano e la conduco dall’altra parte della stanza.

Quando raggiunge il letto, prende il drink e quando i cubetti di ghiaccio colpiscono le sue labbra, sento che la mia figa si stringe e mi fa male, la voglio.

Prendo il suo bicchiere, bevo fino a quando non ho un cubetto di ghiaccio in bocca e appoggio il bicchiere sul comodino. Poi faccio scorrere il mio cubetto di ghiaccio lungo le sue labbra piene mentre l’acqua gocciola giù mi appoggio a lei e le do una piccola leccata.

Caterina mi sorprende quando fa scorrere la mano dietro la mia testa e mi tira più vicino e le nostre lingue si intrecciano. Sposto la mia mano dietro la sua schiena, avvicino i nostri corpi e lentamente le slaccio la cerniera. Faccio un passo indietro e ammiro il suo bel corpo nudo mentre il vestito le cade ai piedi.

Non so se si aspettava che succedesse qualcosa con qualcuno alla festa, visto che non aveva niente sotto il vestito. “Ne ero certa che fossi una monella” dico maliziosamente. “Sono piena di sorprese” dice facendo le fusa Caterina.

Afferro la sua mano e la giro tenendola contro di me, mentre prendo il mio cubetto e lo faccio scivolare lungo il suo collo e le stringo i fianchi. Lecco il suo collo mentre il ghiaccio si scioglie e l’acqua fa una traccia giù per il collo, tra i suoi seni, fino allo stomaco, e finisce sulla sua figa calda.

Si gira verso di me, mi bacia in profondità, e raggiunge la mia cerniera. Il mio vestito scivola via lasciandomi lì in piedi nuda, coperta solo dai suoi occhi diabolici. La spingo contro il muro e le metto le mani sopra la testa mentre la bacio profondamente.

Le faccio scivolare una gamba tra le gambe e sento quanto è calda. Strisciando l’una contro l’altra, i nostri corpi si muovono in sincronia e le nostre mani prendono vita. Le mie dita vaganti trovano il suo clitoride e lei dà al mio labbro inferiore un morso delicato mentre do al suo clitoride un piccolo colpetto.

Lei allarga un po’ di più le sue gambe e faccio correre il mio dito lungo l’esterno della sua figa, stuzzicandola. Quanto basta per farle fare le fusa nell’orecchio con piacere.
Che cosa vuoi?” le chiedo sussurrando. “Ti voglio” mi risponde.

Si lascia cadere sul letto quindi io mi chino e le bacio la pancia con la lingua lungo la pancia. Mi fa scorrere le mani tra i capelli e le lecco l’ombelico. Lei mi tira leggermente i capelli.

Le pizzico il capezzolo e mi muovo tra le sue gambe. Lecco l’interno della sua gamba sinistra, mi muovo oltre la sua figa dolorante e lecco la sua gamba destra. Caterina geme mentre lecco le sue gambe aperte e faccio scorrere due dita nella sua bella figa bagnata, dentro e fuori lentamente e stuzzicandola dentro e fuori.

Sfrego il suo clitoride e la mando in estasi. Apro i suoi delicati petali e faccio scorrere la mia lingua in profondità in lei. Fa uscire un urlo che avrebbe potuto svegliare i morti.

Questo mi fa sorridere solo un po’. Mi ricordo che il secchiello del ghiaccio è dietro di me e posso afferrare un pezzo di ghiaccio, lo metto in bocca, e lo faccio scivolare su e giù per la sua figa calda.

Come si scioglie, lo prendo nella mia bocca e lecco l’acqua dalla sua figa traboccante.
Scopami!” grida Caterina. Mi appoggio su di lei, la bacio seppellendo le sue urla nella mia bocca, e sbatto tre dita in profondità nella sua fica e la scopo forte e veloce.

Sento la sua figa stringersi intorno alle mie dita e rallento il mio ritmo mentre lei esplode sulla mia mano. I suoi succhi sono così viscidi sulla mia mano che la rendono facile da far scorrere dentro e fuori di lei.

Mentre i nostri corpi collassano insieme le sussurro: “Ho sempre saputo che la mia prima donna sarebbe stata incredibile” dico mentre lei mi bacia il collo.

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