Pompini sotto il tavolo della birreria

Pompino sotto il tavolo

La signora esce con il marito e si fanno nuovi giovani amici, la signora dà loro il benvenuto con dei bei pompini sotto al tavolo.

E’ giovedì sera ed era la serata della discoteca, alcuni la chiamano “serata della nonna”, ma io la chiamo “notte acchiappa un tizio o anche due”. Io e il mio maritino cuckold usciamo vestiti con la nostra mise da ballo. Io indosso un vestitino corto senza mutandine, a mio marito Antonio piace così.

Ballare, fare giravolte è rischioso ma mi dà un brivido, anche a Antonio dava eccitazione. Andiamo al locale principale della città che è un vecchio pub trasformato in night club, si chiama “La tana”.

Eravamo nel locale da circa un’ora e mezza quando due stalloni hanno attirato la mia attenzione. Ero seduta su uno sgabello a bere e a chiacchierare con Antonio. Guardai dall’altra parte della sala e li sorpresi a guardare nella mia direzione.

Ogni volta che li guardavo, distoglievano lo sguardo. Mi girai un po’ sulla sedia, sapevo cosa stavano guardando: era la mia figa, quindi tirai su il vestito un po’ di più. Lo feci in un modo che non era ovvio e poi bevvi un sorso del mio cocktail. Ero consapevole che i due stavano di nuovo guardando la mia figa.

Era fantastico mettersi in mostra e mi eccitava sapere che potevano vedere. I miei fluidi cominciavano a scorrere e mi chiedevo se potevano vedere il succo della figa.

Dissi ad Antonio dei due e ogni tanto dava una sbirciatina anche lui ed era contento che fossero interessati.

Ordinammo altri drink e continuammo a chiacchierare e i due guardavano ancora dalla mia parte. Uno era biondo e l’altro aveva i capelli scuri. Stimai che non potevano avere più di 18 o 19 anni. In ogni caso avevano circa 20 anni meno di me e mi piaceva.

Antonio decise di prendere il toro per le corna e si avvicinò ai due ragazzi. Li vidi chiacchierare e poi Antonio mi fece un cenno con la testa, i due mi guardarono e capii che erano interessati. Dopo pochi minuti si avvicinarono tutti dove ero ancora seduta.

Antonio mi presentò i due come Roby e Stefano e io disinvolta dissi “Ciao, vi è piaciuto quello che avete guardato finora?” I due arrossirono e dissero assolutamente sì. Antonio ordinò altri drink, chiacchierammo e ridemmo tutti insieme per un po’.

Faceva abbastanza caldo in quel locale e decidemmo di andare nella birreria all’aperto lì accanto, dove solitamente c’erano pochissime persone. Ci sedemmo, Antonio accanto a me, Roby e Stefano di fronte a me.

I discorsi hanno fatto presto ad arrivare al sesso e non è passato molto tempo prima che i due dicessero di essere pronti per quello che avevamo in serbo. Antonio suggerì loro di guardare sotto il tavolo ed entrambi lo fecero senza esitare.

Avevo la mano sinistra sulla figa. Mi stavo facendo un ditalino e i due sembrarono contenti. Dissi: “Dai, stai seduto lì o mi dai una mano?” Stefano non perse tempo e si mise sotto il tavolo. Non perse davvero tempo che subito sentii le sue guance ruvide non rasate sfregarmi lungo le cosce.

Cominciò a leccarmi la figa. Era abbastanza bravo, la lingua mi lambiva i succhi. Non passò molto tempo prima che venissi e trattenni il respiro per non destare troppi sospetti. Mi sentivo bene ma ora volevo di più. Dissi all’altro: “Roby vieni, è il tuo turno.

Stefano tornò strisciando al suo posto e Roby lo sostituì rapidamente e iniziò a leccare la mia figa già bagnata… Ero in paradiso.

Roby lo fece in modo diverso da Stefano e sembrava riuscire a infilare la lingua in tutte le fessure. Rimase lì per circa 5 minuti mentre i ragazzi parlavano e io stavo godendo alla grande.

Cazzo! Un altro orgasmo si scatenò nel mio corpo. Stefano quindi tornò strisciando al suo posto e bevve un drink veloce. Ora era il mio turno, così scesi sotto il tavolo e i ragazzi non persero tempo.

Si slacciarono i pantaloni e tirarono fuori i cazzi. Stefano ne aveva uno grande da 20 centimetri e Roby uno più corto circonciso. Ne presi uno per mano ed erano entrambi duri e invitanti.

Presi quello più piccolo tra le labbra e lo succhiai delicatamente. Poi mi mossi avanti e indietro lentamente. Poi mi spostai verso Stefano e cominciai a succhiare il suo cazzo, mentre masturbavo l’altro e viceversa.

Capii che i ragazzi erano eccitati perché erano molto duri. Dopo alcuni minuti di scambio da un cazzo all’altro pensai che fosse il momento di concentrarsi su uno per far uscire un po’ di sborra. Roby fu il primo e non ci mise molto, si fece più duro e iniziò ad irrigidirsi sulla sua sedia.

Poi esplose sopra la mia lingua e ne scaricò un bel po’. La feci rotolare intorno alla bocca e la ingoiai. Prima di passare al cazzo di Stefano mi assicurai di avere leccato l’ultima goccia di Roby.

Poi passai a quello di Stefano e non passò molto prima che venisse anche lui. Mi leccai le labbra, tornai al mio posto e mi presi un drink.

I ragazzi stavano ridendo e credo che si fossero divertiti. Antonio chiese loro se volevano venire a casa nostra per un caffè. Stefano ci disse che non poteva venire se non poteva portare anche il suo fratellino.

Anche il suo fratellino, a quanto pare, era nel club. Non era così piccolo, aveva 17 anni. Ci alzammo per andarcene e ci incontrammo tutti fuori. Il suo fratellino era piuttosto goffo, ma scoprii dopo che anche lui aveva il cazzo grosso.

Noi cinque andammo a casa, e mi sono fatta scopare senza senso da tutti fino a quando non è arrivato per i ragazzi il momento di andare a casa.

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