Sesso a tre nella spiaggia nudisti

La prima volta di Stefano in una spiaggia per nudisti si rivela una piacevole esperienza. Una coppia sposata con il marito bisex e lei molto porca ed esibizionista.

Entrai in autostrada, abbassai il finestrino e pensai, sono finalmente fuori dal caos, la spiaggia mi aspetta!
Finalmente potevo godermi una giornata in spiaggia. La riviera è un posto magico e ci volevano solo due ore per arrivarci, ma non ci andavo da anni. Ero così impaziente di fare questa avventura.

Non ero mai stato in una spiaggia per nudisti e non vedevo l’ora di provarla. La giornata prometteva bene e secondo le previsioni del tempo, ci sarebbe stato il sole e una bella brezza. Fortunatamente non c’era molto traffico, anche se era l’ora di punta. La radio suonava musica allegra. L’inizio di una giornata perfetta.

Per rendere piacevole pure il viaggio a tema della giornata nudista, avevo previsto un trattamento speciale tutto per me, durante il tragitto. Avevo posizionato un telo mare sul sedile conducente, metà sotto e metà avvolto al lato. Sapevo che in un certo punto del viaggio ci sarebbe stata una strada poco trafficata e avrei potuto concentrarmi anche in altro e non solo sulla guida. Fu così quando iniziai a fare un tratto di strada veramente isolato. Tirai fuori la mia camicia di jeans e usando una mano slacciai tutti i bottoni ed esposi il mio petto, capezzoli ed addome. Mi eccitava questa cosa, guidavo e accarezzavo i miei capezzoli giocosamente. Dopo poco anche altre parti del mio corpo esigevano attenzioni. Fu allora che slacciai la cintura dei jeans con una mano. Feci scorrere giù la cerniera e potei mettere la mano nelle mutande e sentire il mio cazzo ancora flaccido. Anche da morbido era bello toccarlo. Mi ero rasato le palle nella doccia e mi sentivo benissimo.

Masturbazione in Auto

Il mio cazzo è circonciso e la testa è molto sensibile, quindi al mio tocco iniziò ad irrigidirsi, anche se era ancora limitato dai pantaloni, mentre cresceva. Aprii le cosce e tornai con la mano a sentire il mio pene, la testa e le palle. Immaginai quanto sarebbe stato bello avere un copilota nudo che viaggiava con me. Era una delle mie più sfrenate fantasie guidare nudo. Non smisi un attimo di giocare col mio cazzo, anche se qualcuno poteva vedermi, era la parte più eccitante. Tuttavia non c’erano problemi se per caso avessi dovuto fermarmi per lavori in corso o altro imprevisto avrei tirato su il telo mare e mi sarei coperto. Era una piacevole sensazione, massaggiare i capezzoli, il mio cazzo duro, le palle e sotto il mio culetto raggrinzito.

Ad un certo punto mi sorpassò un camionista e guardando verso il basso mi fece il pollice in su sorridendo. Magari gli sarebbe piaciuto se lo avessi seguito alla prossima fermata ma per oggi avevo altri piani. Stavo sentendo un leggero formicolio alle palle era il segnale che dovevo rilassarmi un po’, tenendo quel piacere per dopo. Arrivai finalmente alla strada sterrata che mi portava nella piccola foresta costiera. Trovai parcheggio anche se c’erano già alcune auto parcheggiate. Questa non era una spiaggia nudista ufficiale e quindi mi rivestii per vedere che gente c’era. Era una giornata splendida. Nel belvedere sopra la spiaggia c’erano alcuni escursionisti ovviamente vestiti, ma in spiaggia vidi altri nudisti!

Nudisti in Spiaggia

Due ragazzi nudi stavano scendendo in acqua e si tuffarono. Cercai un posto tranquillo dove mettermi, in cui non fossi molto esposto agli escursionisti di passaggio. C’era già un telo mare lì vicino e mi misi in modo da avere privacy. Stesi il mio telo e mi guardai intorno. Alcuni nudisti stavano prendendo il sole. Alcuni mi diedero un’occhiata chiedendosi se ero nudista o uno dei pochi rimasti vestiti. Ero più nervoso di quel che pensavo.
Esitai cercando il coraggio di spogliarmi e poi lentamente mi sbottonai e tolsi la camicia e la cintura. Decisi ora o mai più e appena scesi i pantaloni, mi accorsi del mio pene in semi-erezione.

Avevo la consapevolezza che gli altri potevano scorgere la mia quasi erezione e mi venne un brivido lungo la schiena. Mi spalmai la crema solare e mi sedetti comodo sul telo. Stavo prendendo confidenza con l’ambiente. C’erano uomini di tutte le età e con forme di corpo diverse. Potevo vedere i loro cazzi a riposo, annidati sulle cosce o sulle pance. C’erano anche alcune donne nude accompagnate da uomini nudi. Il mio era eccitato sapendo che altri mi stavano guardando e lo sistemai comodo sotto di me.

Mi sdraiai all’indietro, sentendo la brezza e il mio cazzo semi duro. Un ragazzo magro passò davanti a me, aveva un anello da pene che lo faceva dondolare mentre camminava.

Mi guardò e mi disse:”salve“. Risposi lo stesso. Lui era totalmente rasato. “bella giornata” disse. La sua mano mentre parlava strofinò distrattamente il suo cazzo e il mio si rizzò all’istante.
Mi chiese se volessi passeggiare un po’ ma gli risposi che ero appena arrivato, magari più tardi.

Adesso sentivo più coraggio e decisi di passeggiare un po’ sul bagnasciuga. Altri stavano facendo lo stesso. Ci salutammo al passare. Ero emozionato dal fatto che ora tutti potevano vedermi col mio cazzo e il mio culo esposti.

Tornato dalla mia passeggiatina, vidi che i miei vicini erano adesso lì sdraiati. Erano un uomo e una donna di mezza età, credo marito e moglie. Entrambi in ottima forma, lui con le palle rasate come le mie. Lei era magra con seni delicati, fianchi larghi e un folto cespuglio ma ben rasato che era un belvedere. “Ciao“, dissi. “Spero non vi dispiaccia“.
No figurati tranquillo, ciao” rispose lui allungandomi la mano “Ad ogni modo, io sono Andrea e lei è Caterina“. Dal movimento delle mani anche i nostri cazzi penzolavano. Anche Caterina venne a salutarmi e disse “Ciao Stefano vuoi unirti a noi? E’ bello incontrare altri nudisti“. Anche Andrea annuì e così spostai vicino a loro il mio telo mare. Adesso il mio cazzo era completamente eretto e misi una mano per coprirlo sperando che non avessero visto. Non ebbi successo perché Andrea disse:”Non ti preoccupare di quello Stefano, quelli hanno una mente tutta loro. Succede di continuo“. La cosa fece ridere tutti e mi mise a mio agio.

E’ normale, naturale” ribattè Caterina..”e inoltre è pure un bel cazzo“.
Arrossii e risi allo stesso tempo, sentendo l’opinione di Andrea sulla battuta di Caterina riguardo al mio cazzo. Si vedeva che era sincero e anche il suo cazzo iniziò a gonfiarsi. Lo afferrò e gli diede alcuni colpetti che lo fecero ingrossare ancora di più. Sentendomi forte, commentai che il cazzo di Andrea era simile al mio e anche molto attraente.

Notai uno fugace sguardo tra loro mentre ci sedevamo sui rispettivi teli. Ci mettemmo comodi e dopo qualche chiacchiera, con mia sorpresa vidi Andrea prendere il suo cazzo in mano e cominciare ad accarezzarlo. Caterina interpretò questo come un segnale e si riposizionò mettendosi di fronte a noi due, con le gambe allargate discretamente. La profonda fenditura delle labbra esterne della sua figa era chiaramente visibile anche sotto i sottili peli pubici. Era adorabile.

Figa pelosa spiaggia nudisti

Io sentendomi a mio agio, presi la testa del mio cazzo tra pollice e indice e sentii che stava godendo della vista di entrambi. I capezzoli di Caterina erano sodi e sentii un suono debole provenire da lei mentre allargava le labbra esterne della sua figa pelosa per rivelare il suo piccolo nido dal colore rosato.

Andrea si avvicinò a me per vedere meglio la figa aperta di sua moglie. Caterina sfregava e stuzzicava l’esterno della figa, poco prima di mettersi due dita ai lati per aprire e mostrare il suo clitoride roseo, che si mostrava a noi con piacere. Caterina si sdraiò e con l’altra mano inserì prima una poi due dita nel suo buchetto che ora era bagnato. Nello stesso momento sentii la mano di Andrea sulla mia coscia interna, muoversi al ritmo della mia con colpi ritmici sul mio pene. Ad ogni colpo la mia mano percorreva la mia asta ed era molto piacevole. “Ti dispiacerebbe?” sentii Andrea chiedere. Istintivamente capii cosa intendeva e tolsi la mia mano e sistemai le gambe, dandogli pieno accesso al mio cazzo palpitante. Sembrava giusto, dopotutto visto che stavano condividendo così liberamente con me e in qualche modo dovevo ricambiare il favore. Non avevo mai fatto giocare prima d’ora un uomo con il mio cazzo e mi chiesi come ci fosse riuscito Andrea.

Me lo stava accarezzando sapientemente e ogni tanto raccoglieva anche le palle e mi stuzzicava il glande. Spalmò diligentemente il liquido pre orgasmo su tutta la cappella, aumentando la sensibilità.
Nessuna donna era mai riuscita ad accarezzarmi così bene. Nel frattempo Caterina si sfilò le dita dalla figa che adesso era splancata e me le offrì per succhiarle.

Li presi con entusiasmo entrambi in bocca e assaggiai il suo delizioso e pungente succo di figa salato. Se li rimise dentro e inserì un terzo e poi un quarto nel suo delizioso buco bagnato.

Sicuramente abbiamo fatto qualche rumore perchè il ragazzo che mi aveva salutato prima stava guardandoci. Lui e altri ragazzi che prima nuotavano erano lì ad accarezzarsi le loro erezioni e a guardarci. Una situazione così bollente non l’avevo mai vissuta.

Andrea si sporse in avanti e prese il mio cazzo in bocca. La sua calda bocca umida lubrificò la mia asta. Mi distesi, guardando gli altri cazzi duri intorno a me, sentendo la bocca calda di Andrea, affamata, prendere il mio cazzo profondamente. Di tanto in tanto si fermava e la sua lingua solleticava il mio tronco sotto al punto morbido dove il glande si unisce. Era sensazionale. Potevo vedere Caterina che affondava le sue quattro dita in profondità nella sua figa mentre si stimolava il clitoride.

Un uomo si fece avanti e offrì il suo cazzo a Caterina che lo baciò ma non lo prese in bocca. Sentivo le mie palle formicolare mentre Caterina gemeva sollevando i fianchi in un grande orgasmo. Tolse le dita dalla figa poco prima che le onde del’orgasmo colpissero e buttarono fuori tutto il suo delizioso succo di figa, che si riversò sulle cosce e sul telo mare. Era veramente troppo per me. Sussurrai ad Andrea che stavo per venire, ma lui non smise di succhiare, anzi, succhiò e leccò ancora di più il mio cazzo. Sborrai nella sua bocca come non avevo mai fatto prima.

Il mio sperma gli riempì la bocca e il mio cazzo rabbrividì un paio di volte. Ingoiò tutto e poi mi liberò il cazzo dalla bocca e si appoggiò a quattro zampe per baciare la bocca di Caterina e poi si abbassò a succhiare la sua figa che si spalancò dopo l’intenso orgasmo con le quattro dita. Gli uomini intorno a noi stavano tutti gemendo e venendo come una pioggia sismica. Mentre Andrea baciava sua moglie con il mio sperma in bocca, io mi allungai da dietro e presi il suo cazzo duro in mano. Non avevo mai tenuto un altro cazzo in mano. Era fantastico, così duro, potente, caldo e sexy.

Gli accarezzai tutto il cazzo senza tralasciare alcuna parte. Sentivo anche le sue palle pesanti. Andrea rimase a quattro zampe mentre lo accarezzavo fino a che raggiunse il culmine con un gran quantità di sperma. Io mantenni la mia mano salda sul suo cazzo mentre veniva. Caldo liquido gocciolava sulla mia mano. Lui gemeva e si rivolse verso di me e mentre ci baciavamo i nostri cazzi si toccarono. Era la prima volta per me.

Caterina venne da me e ci baciò entrambi e poi leccò tutta la sborra di Andrea dalla mia mano. I guardoni scemarono capendo che il divertimento era finito per un po’. Rimanemmo lì rilassati, felici ed esausti con i nostri corpi intrecciati. La pelle di Caterina era morbida e profumata. Le baciai i suoi fianchi larghi. Nuotammo un po’ insieme dopo, lavandoci via i resti appiccicosi del sesso e fu allora che sentii per la prima volta i capelli e le tette piccole di Caterina. I suoi capezzoli erano turgidi nell’acqua fredda del mare.

Capezzoli turgidi Moglie

Osai, e infilai una mano tra le sue cosce e sentii per un attimo le sue pieghe. Sembrava che non le dispiacesse affatto. Nel frattempo, Andrea fece lo stesso con me. Giunse il tempo di andarsene. Ci scambiammo i contatti e fummo felici di scoprire che non vivevamo lontani. Avremmo potuto rivederci in qualsiasi momento.

Mi menzionarono una “soirèe” che stavano organizzando e mi dissero che sicuramente mi avrebbe invitato. Non vedevo l’ora.

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