Trio sulla scrivania dell’ufficio

Trio in ufficio

L’appuntamento con la donna d’affari mi fa fare gli straordinari.

Bruna era una bella donna con i capelli biondi (anche se non naturali), molto carina, sulla trentina e mi piaceva sempre guardarla quando stava nel mio ufficio e mi parlava, esponendomi le sue nuove proposte aziendali.

Stava illustrandomi alcuni articoli promozionali da usare come incentivi per dare ai nostri “clienti” una visione più positiva del programma della mensa scolastica.
Questa era la mia posizione a quei tempi, specialista di marketing del programma della mensa scolastica nel distretto scolastico della nostra città.

Era una proposta perdente, in realtà, cercare di entusiasmare gli studenti a pranzare a scuola. La maggior parte degli studenti che partecipavano al programma erano quei ragazzi che non avevano altra scelta, quelli dei pranzi gratuiti o a prezzo ridotto offerti dal sistema scolastico.

E c’erano sempre troppe barzellette che circolavano sulla qualità dei pranzi offerti a scuola. Ma io dovevo comunque provare. Il giorno di San Valentino si avvicinava.

Così, quel venerdì pomeriggio, mi trovavo lì, a sfogliare i cataloghi sparsi sulla mia scrivania con diversi striscioni di San Valentino, promozioni da banco e altre cazzate che avrebbero dovuto suscitare l’interesse dei ragazzi della scuola.

Bruna iniziò ad indicare diversi oggetti dall’altra parte della scrivania, ma era un po’ imbarazzante per lei. Così spostò la sua sedia sul mio lato della scrivania in modo che potessimo guardarli insieme.

Siccome era venerdì, tutto lo staff di produzione del pranzo nell’area della cucina accanto all’ufficio era già partito per il weekend. Anche il direttore e il vicedirettore del servizio di ristorazione della scuola erano già partiti.

Bianca, la vicedirettrice, mi aveva persino fatto un piccolo sorriso mentre usciva dalla porta e mi diceva di chiudere a chiave l’ufficio quando me ne fossi andato; il tutto mentre Bruna entrava nel mio ufficio.

Bruna e Bianca si conoscevano.

Andavano nella stessa chiesa, credo. In realtà, fu un suggerimento di Bianca contattare l’azienda per la quale Bruna lavorava nella mia ricerca di articoli promozionali.

Avevo già acquistato da lei materiale di questo tipo e questo San Valentino le avrebbe dato un’altra occasione per fare una vendita. Ma quel giorno divenne difficile concentrarsi sui cataloghi.

Invece, io ero ben consapevole del fatto che Bruna aveva la gamba destra, con la gonna stretta, premuta contro la mia gamba sinistra, mentre ci appoggiavamo entrambi sui documenti, scegliendo diversi articoli promozionali.

Poi, mentre Bruna si sedeva e scriveva i numeri degli articoli sul suo taccuino, notai di nuovo quanto bene riempisse la camicetta bianca sotto la sua giacca da donna. Non ero, intenzionalmente alla ricerca, ma era difficile non guardare.

Bruna fece cadere la penna. Mentre sbatteva sul pavimento e rotolava sotto la sedia della mia scrivania, ci piegammo entrambi un po’ in avanti per vedere dove era andata a finire.

Quando alzammo di nuovo lo sguardo dopo averla localizzata, i nostri volti erano a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altro e i nostri occhi erano chiusi. La cosa successiva che entrambi sapevamo era che ci stavamo baciando con passione.

Entrambi sapevamo della nostra attrazione l’uno per l’altra dai tempi in cui avevamo iniziare a fare delle promozioni, ma non avevamo mai agito. Ma forse era un desiderio inconscio di perseguire quell’attrazione che ci aveva portato a fissare l’appuntamento del venerdì pomeriggio di questa volta.

Volevo farlo da molto tempo” disse Bruna dopo che entrambi ci siamo tirati indietro dal bacio. La sua mano si alzò e le sue dita toccarono leggermente la mia guancia.
Anch’io” riuscii a gracchiare attraverso la mia gola asciutta. Ci baciammo di nuovo e questa volta con un vortice di lingua.

Senza nemmeno pensarlo o dirlo, ci siamo alzati entrambi, col busto premuto contro l’altro, le braccia avvolte attorno al corpo accanto al nostro. Di nuovo, senza consultarci, abbiamo rotto l’abbraccio.

Entrambi ci siamo spogliati delle nostre giacche, le abbiamo appese agli schienali o alle nostre rispettive sedie, poi abbiamo iniziato a sbottonare i nostri top. Anche se entrambi desideravamo molto l’altro selvaggiamente, eravamo meticolosi riguardo ai nostri vestiti per spogliarci follemente.

Di nuovo poi, come se la paura di perdere il contatto con l’altro potesse offuscare la passione, ci siamo abbracciati. Ma ben presto le mani di entrambi furono impiegate a sganciare quello che reggeva la parte inferiore dei propri vestiti.

Mentre sentivo Bruna che mi slacciava la cintura e sbottonava la cerniera, io le sbottonavo e slacciavo la gonna. Mi ero già tolto le scarpe e anche Bruna. Seppellii il mio viso nella scollatura di Bruna più o meno nello stesso momento in cui la sua gonna e i miei pantaloni toccarono il pavimento e, allo stesso tempo, le misi le mani intorno per slacciarle il reggiseno.

Le sue tette non erano troppo grandi, ma ben formate, con i capezzoli duri che sporgevano dalle sue areole scure. Mentre la mia bocca si agganciava al capezzolo sinistro, sentivo Bruna che mi spogliava dei boxer.

La mia erezione dura e tesa fu libera, e una delle sue mani l’afferrò e iniziò ad accarezzarmi mentre passavo la bocca all’altro capezzolo. Anche se non volevo ancora perdere il contatto con lei, ognuno di noi si lasciò andare con riluttanza.

Mentre spazzavo cataloghi, carta e altri documenti dal ripiano della mia scrivania, Bruna si chinò e si tolse i collant e le mutandine insieme. L’afferrai con l’intenzione di stenderla sulla scrivania, per poi montarle sopra e prenderla con forza, ma Bruna aveva altre idee.

Resistette alla mia forzatura e mi fece sedere sulla scrivania mentre cadeva in ginocchio davanti a me. La sua bocca calda e deliziosa trovò subito il mio membro palpitante, e ben presto lo divorò affamata alla vista.

Le mie mani trovarono i lati della sua testa e la accarezzavo mentre lei usava la sua bocca sapientemente sul mio cazzo. Mentre ero seduto lì godendo le sue prestazioni, vidi una delle mani di Bruna cominciare a sditalinare la figa scura con i peli chiari.

Non farlo” le dissi. “Lascia fare a me.” Presto fui sdraiato con la schiena sulla scrivania e Bruna era sopra di me, a cavalcioni sul mio viso con la sua faccia verso le mie dita dei piedi.

Mentre leccavo e penetravo la sua dolce vagina con la lingua, Bruna si chinò per continuare a succhiarmi. Stavamo entrambi gemendo in estasi.
Wow! Se non è uno spettacolo questo?!

Bruna ed io saltammo entrambi, spaventati dal suono della voce. Guardammo verso la porta dell’ufficio e vedemmo Bianca lì in piedi. Bianca ci guardava curiosa.
È questo il genere di cose che succede da queste parti quando non ci sono?” disse Bianca camminando verso di noi.

Davvero, Giorgio? Bruna?” chiese. Si fermò a circa tre metri di distanza.
Né Bruna né io aprimmo bocca. Guardammo solo l’altra donna. Le gambe di Bruna erano ancora a cavallo del mio viso, anche se ora stava spingendo le mani verso l’alto.

Il mio cazzo si alzò in aria. Ci fu silenzio nella stanza per quello che sembrò un lungo periodo. “Beh, se è così” disse Bianca mentre si girava, poi avvicinandosi alla porta disse: “Dovreste almeno chiudere la porta a chiave…

Bruna ed io abbiamo sentimmo scattare la serratura della porta. Bianca si voltò verso di noi e continuò: “…e poi invitarmi ad unirmi a voi.
Presto i vestiti di Bianca scivolarono sul pavimento con i miei pantaloni e i miei boxer e la gonna, il reggiseno e i collant di Bruna.

Anche se a metà dei suoi quarant’anni, Bianca aveva ancora un corpo smagliante.
I suoi seni cedevano un po’, ma erano ancora pieni e paffuti. Aveva un po’ di pancetta, qualche piccolo rotolino sopra la sua figa dai peli scuri, ma si vedeva che una volta aveva un gran bel corpo.

Ora tocca a me” disse Bianca mentre si inginocchiava sul pavimento tra le mie gambe che pendevano dal bordo della scrivania. Poi prese il mio cazzo in bocca, proprio come aveva fatto Bruna. Mentre Bianca succhiava, Bruna si sedette più in alto sopra di me, inarcando la schiena mentre le leccavo la vagina.

La mia lingua sentì l’erezione del suo clitoride, e lo leccai furiosamente mentre le mie mani giocavano con le sue tette vivaci. Presto tutti e tre fummo vicini all’orgasmo.
Bruna arrivò per prima. “Oh, oh, oooh, oooh” le sfuggì dalle labbra mentre tremava di piacere.

Le sue gambe tremolanti su entrambi i lati della mia testa mi avvolsero in una morsa, mentre un’ondata dopo l’altra dell’orgasmo le scuotevano il corpo. Stavo ancora succhiando la sua figa, la mia lingua ora formava un imbuto per bere tutti i suoi succhi vaginali.

Sentii Bianca salire sulla scrivania si posizionò sulle ginocchia sopra il mio cazzo dritto, e presto sentii il piacere della sua figa bagnata scivolare sul mio cazzo. Spinsi verso l’alto con le mie anche per impalarla del tutto. Diede soltanto alcune spinte da quella posizione fino a che non fui pronto a venire anche io.

L’esplosione arrivò, guardai Bruna e Bianca baciarsi sopra di me. Interruppero il bacio e, anche se non riuscivo a vederle dalla mia posizione, posso dire che stavano giocando con le tette una dell’altra.

Anche se Bruna ora era immobile lassù sopra la mia faccia, Bianca rimbalzava su e giù sul mio cazzo ancora duro e ancora zampillante. “Oh, sì. Oh, siii, Oh, siiii” urlò come se un orgasmo avesse colpito anche lei.

Anche se ognuno di noi era venuto e adesso giacevamo lì in cima alla scrivania nel nostro piccolo triangolo amoroso, non ero ancora del tutto soddisfatto.

Ben presto mi scrollai di dosso da sotto Bianca, e Bruna scese dalla scrivania.
Bianca si sedette sulla sedia della mia scrivania e mi guardò mentre andavo dietro a Bruna e le avvolgevo le braccia, afferrando una tetta per mano. Presto, si sdraiò con il busto sopra la mia scrivania.

Scopami, Giorgio” mi chiese. “Scopami bene!” Non avevo bisogno di altri incoraggiamenti. Presi posizione e infilai il mio cazzo nella sua figa bagnata e sentii il mio cazzo crescere fino alla durezza completa di nuovo mentre scivolava in quella dolce trappola.

Lo pompai dentro di lei per tutto quello che riuscii, ruggendo con piacere, lussuria e desiderio mentre mi sentivo portar via da questo vortice lussurioso. Guardai Bianca mentre scopavo Bruna.

La donna aveva entrambe le mani sulla figa mentre mi guardava scopare contro i fianchi di Bruna. Riuscivo a vedere tre dita dentro nella sua vagina, che entravano e uscivano, ancora e ancora, allo stesso ritmo delle mie spinte contro il culo di Bruna.

Questa volta, siamo venuti tutti contemporaneamente. Il mio orgasmo mi ha quasi piegato le ginocchia, mentre ruggivo e mi infilavo nella figa di Bruna un’ultima volta, lasciandola lì mentre veniva. “Oh, mio Dio, siii!” strillò Bruna mentre giaceva sulla scrivania.

Bianca si afferrò le tette con le mani e si strinse i capezzoli e gemeva: “Oh, merda, oh, merda, oh, merda, oh merda” e con l’altra mano si palpava la figa. “È così, così bello!
Dopodiché ci siamo alternati nel gabinetto del piccolo ufficio, lavando le fighette e il mio cazzo, e ognuno di noi ha dato una mano agli altri.

Bianca e Bruna presero dei tovaglioli di carta dal gabinetto e lavarono il ripiano della scrivania mentre io mi vestivo. Rimasi lì a vestirmi e ad ammirare le due signore nude mentre lavoravano, incapace di credere alla mia fortuna di averle avute entrambe quella sera.

Presto la pila di carta e tutti i documenti tornarono sulla scrivania; i cataloghi tornarono nella valigetta di Bruna e l’ufficio tornò ad essere come prima. Le due donne si vestirono a loro volta e andammo tutti e tre verso la porta.

Ci scambiammo baci sull’uscio, ringraziandoci a vicenda per la bella serata.

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