Il compleanno di un vero cuckold

Compleanno cuckold

Il marito cuckold aspetta con ansia il regalo della sua perversa mogliettina e non dimenticherà mai questo suo ultimo compleanno.

Il mio compleanno quest’anno cadeva di mercoledì, quindi qualsiasi celebrazione avrebbe dovuto aspettare il fine settimana.

Ricevetti i soliti biglietti d’auguri e qualche regalo dalla mia famiglia e dagli amici, ma il regalo che attendevo con più ansia era quello che Giulia, mia moglie, mi dava sempre in privato prima di andare a letto e lontano da occhi indiscreti.

Quella sera, quando fummo a letto, Giulia mi diede un regalo ben confezionato con nastri rosa legati in un fiocco. La mia eccitazione era palese e il mio cazzo cominciò a irrigidirsi rapidamente in previsione di ciò che poteva essere.

Le mie mani stavano tremando mentre aprivo con attenzione il fiocco e scartavo per vedere cosa c’era dentro. Si trattava di un paio di scarpe di vernice nera con tacchi a spillo, che erano della mia taglia.

Sarà meglio che ti eserciti a camminare con queste, Kelly, siccome dovrai indossarle sabato.

Il suono della voce di Giulia che non mi chiama con il mio nome vero, ma che usa quello che preferisco, più l’emozione di sapere che avrei indossato quelle splendide scarpe il sabato e alcuni altri oggetti del mio guardaroba femminile, mi eccitò ancora di più.

Allora, cos’hai in programma tesoro?” le chiesi sperando che me lo dicesse.
Dovrai solo aspettare e vedere, ma sarai vestito tutta la notte, non ti dirò altro.” Mentre ci mettevamo entrambi a letto cercai di mordicchiarle il collo, perché questo la metteva sempre in vena di fare l’amore.

Le accarezzai i fianchi, un’altra grande eccitazione per lei, e sentii la sua mano schiaffeggiare la mia così forte da farmi male. Sapevo che era inutile tentare di riprovarci. Quando diceva di no allora non serviva a nulla discutere.

Giulia si addormentò subito, ma il mio cazzo duro mi stava impedendo di dormire, avevo bisogno di farlo sfogare e ne avevo bisogno ora.
Me lo accarezzai, in un ritmo costante, il pre cum trasudava già dal mio cazzo palpitante.

Sapevo che stavo per venire,quando il mio corpo iniziò ad irrigidirsi, pronto a sparare il mio sperma caldo sulle lenzuola.
Proprio quando stavo per perdere il controllo, Giulia si spinse tra le mie gambe, afferrando e torcendo le mie palle.

Ahhhhhhhhh” urlai. “Come ti permetti e alle mie spalle, per giunta!” disse, Giulia era davvero arrabbiata con me. Allungò la mano nel cassetto del suo comodino e tirò fuori il suo giocattolo preferito per impedirmi di comportarmi male.

Sentii il lucchetto cliccare sul mio cazzo già morbido; mi aveva messo la mia gabbia di castità in quei pochi fugaci momenti. “Ora dormi.
Sapeva che odiavo dover indossare quella gabbia.

Giovedì e venerdì sera girovagai per casa con i tacchi, assicurandomi che le mie scarpe nuove fossero comode e feci pratica con le anche.
Ogni tanto Giulia mi suggeriva qualche consiglio per aiutarmi a raggiungere quel modo di camminare che fa girare la testa a ogni ragazzo.

Sabato!

Finalmente arrivò il sabato; Giulia finalmente sbloccò la mia gabbia da castità, ordinandomi di fare il bagno nell’acqua profumata che aveva preparato per me. Mi aiutò a radermi, ma credo sinceramente che lo stesse facendo solo per assicurarsi che non venissi senza di lei.

Tutte le cose che dovevo indossare erano ben messe sul letto. Strinsi il reggicalze intorno alla vita e tirai su con cura le calze da dieci denari. Poi indossai gli slip di seta nera insieme a un reggiseno abbinato che aiutò a sollevare i miei “seni” e ad avvicinarli.

Mi abbottonai la camicetta di seta bianca tralasciando i tre bottoni in alto per mostrare la mia scollatura, per quanto potevo, senza sembrare troppo troia. Tirai su la gonna sopra il ginocchio con una spaccatura sul lato sinistro, allacciai i bottoni che la tenevano su.

Feci in modo che i bottoni sulla gonna mi permettessero di camminare facilmente, ma non ne sbottonai troppi per non apparire come una signora della notte. Alla fine mi truccai usando due diverse tonalità di marrone sull’ombretto, con una punta di bianco che sfumava negli angoli in alto.

Decisi di mettere un rossetto rosso rubino e solo un po’ di fard per far risaltare un po’ gli zigomi. Aggiunsi un po’ di profumo e poi mi sistemai i capelli, decidendo di spazzolare i miei lunghi capelli tipo motociclista, lunghi davanti e sopra la mia spalla per avere un look sexy.

Giulia si era anche preparata, indossava un vestito quasi identico al mio, l’unica differenza era che lei aveva dipinto le sue unghie lunghe di un rosso uguale al suo rossetto. “Sei pronta Kelly?” mi chiese Giulia.

Mi infilai le scarpe e afferrai una pelliccia, eravamo in febbraio, se per caso ci fosse stata una leggera spruzzata di neve e poi non avevo ancora idea di dove stessimo andando.

Giulia guidò e dopo una ventina di chilometri arrivammo davanti a una casa indipendente non molto diversa dalla nostra.

Giulia chiuse la macchina a chiave e mi accompagnò alla porta d’ingresso facendomi stare davanti a lei mentre suonava il campanello. Nel giro di pochi secondi, una bionda molto bella, aprì la porta.

Era sicuramente qualche anno più giovane di noi, immagino.

Ci accompagnò dentro e dopo aver preso i nostri cappotti si presentò come Stefy. Ci spiegò poi che Matteo, il suo maritino, sarebbe arrivato a breve.

Conosceva già i nostri nomi e si complimentò con me per il mio look.

Ci versò da bere e ci disse di sederci. Il mio stupore fu quando versò il mio rum e coca preferiti e a Giulia un vino bianco che era anche la sua bevanda preferita.

Alla fine Matteo si unì a noi scusandosi per il ritardo, spiegandoci che era rimasto imbottigliato nel traffico.

Tutto quello che riuscivo a pensare era che se Matteo fosse stato bisessuale stavo per essere scopato da un ragazzo dall’aspetto davvero goffo e non c’era modo, se si fosse presentata l’occasione, di rifiutare la possibilità di fare sesso con Stefy.

Ci sedemmo tutti sul divano, Matteo alla mia sinistra, Stefy alla mia destra e Giulia accanto a lei.

Le ragazze chiacchieravano come vecchie amiche e anche Matteo ed io sembravamo andare d’accordo.

Matteo accese la TV e partì un video porno, ma ormai le ragazze non sembravano preoccuparsene e non passò molto tempo prima che iniziassero a sbaciucchiarsi a vicenda e le loro mani si aggirassero sui loro corpi ormai quasi nudi.

Le mani di Matteo iniziarono ad accarezzarmi l’interno della coscia mentre mi chiedeva se mi piaceva il film BDSM che stavamo guardando. Naturalmente gli dissi che ero per natura sottomesso ed era per me una grande eccitazione.

Matteo mi accarezzò più in alto e ora mi stava palpando il cazzo. Le ragazze ora erano entrambe nude ed erano sul pavimento proprio di fronte a noi. Non passò molto tempo e già si divertivano con le dita e con la lingua.

Ogni tanto Stefy mi diceva quanto fosse gustosa mia moglie e che le avrebbe regalato la notte più bella della sua vita.

Matteo sapeva di tenermi sul filo del rasoio, anche se il mio cazzo duro come la roccia era ancora tenuto stretto dietro la prigione delle mutandine di seta.

Mi girò delicatamente la testa prima di baciarmi, la sua lingua esplorò in profondità la mia bocca, stuzzicandomi.

Sentii Giulia gridare mentre stava avendo il suo primo orgasmo e mi mandò fuori di testa, tant’è che sentendo le sue grida di piacere, il mio cazzo sparò un flusso di sborra calda nelle mie mutandine.

Matteo rise mentre diceva alle ragazze che cosa era successo e poi mi ordinò di mettermi sulle ginocchia, liberando il suo uccello dai pantaloni.

Capii cosa mi aspettava quando presi il suo già caldo e palpitante cazzo nella mia bocca.

Le vene sul suo cazzo stavano strofinando i lati delle mie labbra mentre mi tirava la testa più profondamente sul suo cazzo.

Stefy lanciò un gemito, anche lei sembrava aver raggiunto l’orgasmo mentre Matteo si sporse più avanti sollevandomi le braccia sulla schiena.

Fu allora che sentii qualcosa di freddo intorno ai miei polsi e sentii due scatti metallici. Mi sentii uno stupido per aver realizzato troppo tardi che le mie braccia ora erano bloccate da manette.

Matteo tirò fuori il suo cazzo rigido dalla mia bocca e mi spinse da parte mentre si alzava. “Vado a scoparmi Giulia stupidina” disse.

Non chiese il permesso, solo fece scivolare due dita dritte nella figa bagnata di Giulia. “Non preoccuparti Kelly, Stefy ha qualcosa per te.

Sorrideva.
Stefy mi girò e mi spinse sul divano. “Conta, puttana!
Sentii il rumore di una frusta. Cazzo, mi stava già facendo male, stava usando un frustino da equitazione sul mio culo.

Provai a contare ogni colpo, ma presto mi ritrovai in lacrime perché ogni colpo diventava sempre più duro sul mio culo ancora in mutande.
Deve avermi dato almeno trenta frustate con quel frustino, il mio didietro era in fiamme, sentivo che i lividi stavano crescendo sulla mia pelle.

Ora stavo piangendo apertamente come un bambino.

Sentii Giulia e Matteo raggiungere l’orgasmo in pochi secondi l’uno dopo l’altro. “Se ti fa così male sdraiati sul divano” mi suggerì Stefy.
Mi sdraiai e potei vedere Matteo mentre tirava fuori il suo cazzo esausto dalla figa gocciolante di mia moglie che stava luccicando.

Avrei voluto scendere e leccare i succhi caldi dalla sua figa, ma Stefy aveva altri piani. Mi legò le gambe con una corda e fece lo stesso con i miei polsi prima di togliermi le manette di metallo.

Pochi istanti dopo mi tirò su le gambe per avvicinarle ai miei polsi, lasciandomi legato a capra sul divano. Matteo si leccò le dita prima di aprire la figa di Giulia, strofinando il dito sul suo clitoride.

Stefy li raggiunse di nuovo sul pavimento e si strofinò un po’ di gel lubrificante sulla mano. Ora cominciavo a preoccuparmi perché quel gel sembrava coprire tutta la mano e non avevo mai provato il fisting prima d’ora.

Ma non era me che voleva; Matteo stava giocando con il clitoride di Giulia, tenendole la figa aperta con l’altra mano. Stefy spinse due dita, poi tre, poi quattro. Guardai la figa di mia moglie aprirsi per accogliere tutta la mano di Stefy.

Credo che avesse fatto il pugno mentre la guardavo quasi scioccato e mi sembrò che il suo braccio si perdesse proprio nella figa di Giulia, fino al polso. Mia moglie era in estasi mentre quei due le davano orgasmi multipli.

Ero scioccato da un lato, ma dall’altro ero così eccitato nel vedere questi due sconosciuti mentre portavano mia moglie all’estasi proprio davanti a me. Sborrai un’altra volta, riempiendomi le mutandine, mentre li guardavo baciarsi e accarezzarsi a vicenda.

Dovetti sopportare di vedere Matteo non solo riempire la figa di mia moglie, ma anche scopare il suo culo; questo era sempre stato un totale no-no per me. Devo aver sentito l’orgasmo di Giulia almeno otto volte e vidi lo sguardo orgasmico sul suo viso sei volte.

Vedevo lo sperma e i succhi che le scorrevano dalla figa e dal culo.
Finalmente vidi che Giulia era esausta da tanta attenzione. Stefy mi slegò prima di farmi sdraiare sulla schiena sul pavimento. Entrambi sollevarono Giulia sul mio viso, abbassandola sulla mia bocca ansiosa.

Leccai per quel che potevo, succhiando lo sperma di Matteo e bevendo i suoi succhi. Poi appoggiarono Giulia sul divano e mi fecero leccare lo sperma rimasto di Matteo dal suo culo.

Una volta che entrambi furono soddisfatti del mio leccare e pulire la fica di mia moglie, ci sedemmo di nuovo sul divano per un altro drink.

Alla fine ci dirigemmo verso le camere da letto, Giulia ed io ci addormentammo presto.

Le ultime parole che mi disse quel sabato sera furono:
“Buon compleanno tesoro.” E con un sorriso ironico mi disse che era il miglior regalo di compleanno che avessimo mai ricevuto.

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