La pausa caffè hard

La sega al bar

La signora, donna in carriera cerca sempre di rendere interessante la sua pausa caffè e un pomeriggio le capita un cazzo enorme tra le mani.

L’altro giorno mi fermai nella mia solita caffetteria locale per il mio caffè di metà pomeriggio. È vicino al campo sportivo di un centro universitario ed è sempre affollato e pieno di studenti universitari attraenti.

Avevo un po’ di tempo tra un cliente e l’altro, così, invece di prendere una tazza da portare via, come al solito, decisi di sedermi a leggere le notizie prima di andare al mio prossimo appuntamento.

Dopo aver ordinato il mio caffè, cercai un posto dove sedermi e notai un bel ragazzo, sicuramente uno studente, ben messo, bel fisico, seduto da solo con il suo portatile. Mi sono avvicinata, ondeggiando i fianchi con il mio vestitino rosa e i miei soliti tacchi neri.

Alzò lo sguardo verso l’alto mentre mi stavo avvicinando al suo tavolo.
Ti dispiace se mi unisco a te? È un po’ affollato qui dentro” gli dissi.
Per niente” mi disse mentre spostava una sedia per me.
Sono Nicole, gli dissi dopo essermi seduta.
Nino” fu la sua breve risposta.
Piacere di conoscerti Nino. Di che anno sei?

Sono al terzo anno, specializzazione in economia.
Economia? Bello. Un uomo di mondo. Cosa fai quando non studi Nino?
Allenamento, lettura, film, amici, il solito, credo. Tu cosa fai?
Mi occupo di immobili. Residenziali di lusso, per lo più.

Capii che era un po’ nervoso, così gli misi la mano sul ginocchio sotto il tavolo. Si spostò un po’, ma non si allontanò. Iniziammo a chiacchierare un po’ e si poteva notare che era un bravo ragazzo e con un po’ di tempo a disposizione.

La mia mente iniziò a vagare come sempre al sesso perverso.

Sentii che le mie mutandine di seta si stavano già bagnando, mentre parlavamo, così gli feci scorrere la mano un po’ più su sulla gamba fino a quando sentii il suo cazzo in mano.

Si contorse un po’ e sentii che era già duro e mio Dio, o Mio Dio aveva un cazzo enorme! Enorme in realtà. Troppo grande per me da scopare (anche se avrei voluto mettermi in ginocchio e ficcarmi quel mostro in bocca!).

Dal momento che non aveva cercato di fermarmi in nessun momento, continuai a chiacchierare come se niente fosse e poi iniziai a strofinargli il cazzo e massaggiarlo, sentendomi sempre più bagnata mentre giocavo con quel bastone di carne massiccia.

A quel punto, non potei farne a meno, eravamo in un angolo e nessuno riusciva a vederci, così gli feci scivolare la mano giù per la parte anteriore dei pantaloni e lui smise di parlare.

Mi guardò dritto negli occhi ed io gli sorrisi, restituendogli lo sguardo.

Iniziai a gemere languidamente e a sussurrargli all’orecchio: “Nino, hai un cazzo enorme. Scommetto che mi sentirei davvero bene ad aprirti la mia figa. Potresti piegarmi qui davanti a tutti in questa caffetteria, aprirmi le chiappe del culo e spingere lentamente quel grosso cazzo duro dentro di me“.

E io gemerei e verrei per te proprio davanti a tutti. Mi sentirei così bene a sentirti che mi martelli con tutti che guardano mentre mi fai venire più e più volte, inzuppando quel tuo grosso bastone da scopata. Poi cadrei in ginocchio, te lo prenderei in bocca e ti succhierei fino a farti venire su tutta la mia faccia e giù in fondo alla mia gola impaziente“.

Lo stavo ancora accarezzando lentamente e non volevo attirare l’attenzione su di noi, ma lo sentivo avvicinarsi all’orgasmo, così aumentai un po’ il ritmo. Non ci volle molto prima che esplodesse nei pantaloni.

Sentii la mia mano coperta di sperma giovane e fresco. Lo accarezzai e lo strizzai ancora di più, lui cercava di non urlare, ma stava respirando pesantemente.

Mentre sentivo di aver spremuto le ultime gocce di sperma dal suo mostruoso cazzo, feci roteare il mio pollice sopra la sua cappella e poi tirai fuori la mia mano dai suoi pantaloni.

Mi asciugai la mano su un tovagliolo e poi mi alzai e afferrai la mia tazza di caffè. “È stato un piacere conoscerti Nino. Forse ci si vede in giro“.

Non riuscì a far altro che annuire con la testa. Andai al bagno delle donne, mi lavai le mani e, uscendo passai al suo tavolo, gli diedi un bacio e tornai in macchina per dirigermi al lavoro.

È sempre piacevole fare la pausa caffè…

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