Il mio primo trio in doppia penetrazione

Il mio primo trio in doppia penetrazione

Le due amiche di ritorno da una partita, rimorchiano due fusti e passano un pomeriggio di sesso sfrenato.


Lasciate che vi racconti il miglior pomeriggio della mia vita.

Io e la mia amica Silvia stavamo tornando a casa dopo una partita che avevamo deciso di vedere insieme.

Era molto tempo che non ci incontravamo. La partita era stata noiosa e aveva piovuto tutto il tempo, così ci rifugiammo in un bar del posto.

Mentre stavamo parlando dei nostri ricordi dell’università di circa dieci anni prima, dei nostri figli, e dei nostri coniugi, due ragazzi si avvicinarono al nostro tavolo.

Iniziammo a fare le stupide flirtando, bevemmo insieme e finì che andammo con loro nella camera di un motel lì vicino.

Mi misi in coppia con Cristian e Silvia prese Giuseppe.

Non avevo mai fatto sesso nella stessa stanza con un’altra coppia, quindi ero un po’ nervosa, tuttavia, con l’aiuto dell’alcool che avevo in corpo, iniziammo subito a darci dentro.

Cristian aveva un bel fisico e mentre mi godevo il suo grosso cazzo, iniziai a guardare la mia amica Silvia. Stava cavalcando Giuseppe come una selvaggia. Non avevo mai notato che tette grandiose avesse.

Tutto quello a cui riuscivo a pensare era succhiare quelle tette succose e rimbalzanti. Continuai a fissarle mentre Cristian si spostò verso il basso per leccarmi il clitoride. Il risultato fu un grande orgasmo.

Silvia venne nello stesso mio momento e cadde quasi subito in un sonno profondo, ubriaca com’era. Cristian e Giuseppe erano ancora entrambi duri, così Giuseppe chiese se poteva unirsi a noi.

Ero così eccitata perché fare sesso a tre era una cosa che sognavo da anni. Iniziai a succhiare il cazzo di Giuseppe mentre Cristian mi scopava alla pecorina. Era così bello. Guardai verso Silvia e vidi che non stava dormendo, ma ci stava guardando da vicino.

Pensai che si sarebbe incazzata per il fatto che le avessi rubato quel cazzo, ma stava sorridendo. Fu in quel momento che Cristian mi chiese cosa ne pensavo del sesso anale.

Non l’avevo mai preso nel culo e decisi di provarci. Mi alzai e cavalcai Giuseppe.

Il suo cazzo era così grande e duro. Lo cavalcai per qualche minuto mentre mi strizzava e mi succhiava i capezzoli. Cristian decise di fare la sua mossa e iniziò a massaggiarmi l’altro buchetto per poi leccarlo. Stavo impazzendo.

Quando fece scorrere il suo cazzo duro in me, stavo gemendo come un animale. Entrambi mi stavano pompando forte. Era la prima volta che lo prendevo nel culo ma ero così eccitata che stavo implorando Cristian di spingere più forte ad ogni colpo.

Questo ci fece venire tutti insieme come pazzi. Quando mi ripresi, guardai Silvia non sicura di ciò che avrei visto. Lei sorrise e disse che dovevamo vestirci e andarcene. Raccolsi i miei vestiti e scoprii che le mie mutandine non erano dove le avevo lasciate.

Tirai su la mia gonna corta, mi infilai la camicia e misi il reggiseno nella borsetta. Scendemmo in ascensore in silenzio. Quando salimmo in macchina, Silvia mi guardò e mi disse: “Visto che mi hai rubato l’uomo, dovrai finire il lavoro per riavere le tue mutandine.”

Rimasi senza parole. Aveva un SUV, e il sedile posteriore era abbastanza grande. Saltammo sul retro dell’abitacolo, proprio nel garage del motel.
Mi disse di spogliarmi e di stendermi con le gambe larghe il più possibile.

Si abbassò e iniziò a leccarmi la fica. Due tizi mi avevano appena sborrato nel culo e nella fica, ma a lei non importava. Stava leccando e succhiando entrambi i miei buchi, evitando con attenzione il mio clitoride.

Pensavo di aver già provato la massima eccitazione, ma questo era qualcos’altro. Alla fine mi chiese se volessi venire. Naturalmente si, ma le dissi che prima doveva farmi vedere le sue belle tette.

Mi piacque molto avere quelle tette in mano mentre ci avvicinammo in un grande bacio alla francese.

Le succhiai forte i capezzoli e continuai dicendole di sedersi sulla mia faccia. Non avevo mai leccato una donna, ma riuscii a farla venire subito. Il suo succo mi colava sulla faccia.

Come ricompensa, mi disse che ora potevo venire. Mi sdraiai, allargai le gambe mentre lei mi succhiava il clitoride. Abbiamo spaccato in quel garage!

Riposammo un po’, per poi passare un’altra ora in un caldo 69. Da allora non vedo spesso la mia amica, ma sorrido sempre quando penso a quella notte!

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