Una sorpresa mattutina per la casalinga vogliosa

La casalinga finalmente ha quel che vuole dal marito e anche di più.

A volte penso di non essere come tutte le altre donne in circolazione. A me piace svegliarmi al mattino e sentire mio marito strusciarsi forte contro di me. Una delle mie attività mattutine preferite è giocare delicatamente con le sue palle, strizzarle leggermente e sentire le gocce del liquido preseminale fuoriuscire dal suo cazzo. Se non si sveglia allora scivolo lungo il suo corpo e inizio a succhiarglielo finchè non si sveglia. Di solito finge di dormire ma non ne sono così sicura. La mia parte preferita è guardare la sua faccia sorpresa appena si sveglia. Mi conosce meglio di chiunque altro, o almeno pensa. Onestamente, le seghe ed i pompini mattutini sono solo un mezzo per raggiungere un fine. La mia figa inizia a bagnarsi non appena lo prendo tra le mie mani. Con ogni perlina di preorgasmo che trasuda il suo cazzo, la mia figa gocciola di calore.

Figa bagnata

Il più delle volte inizio a masturbarlo per far si che si alzi dal letto. Di tutte queste meravigliose mattine, una, in particolare, mi viene in mente. Circa tre mesi fa, mi svegliai poco prima del mio Toy Boy. Come al solito, sentii il suo cazzo duro premuto contro di me. Alzai leggermente le coperte e iniziai a fissare il suo cazzo duro; mi spostai sopra di lui e lo afferrai. Il calore delle sue palle mi faceva venire i brividi lungo le cosce. Non ci volle molto perché le sue preziose goccioline trasudassero nella mia mano. Il suo corpo si mosse mentre gli schiacciavo delicatamente la punta. Vidi i suoi occhi muoversi lentamente, così decisi di accelerare i miei colpi per fare in modo di svegliarlo completamente. Quella mattina doveva andare in ufficio presto e così non appena fu abbastanza cosciente fermai la mia mano.

Mi piacerebbe lasciarti finire, ma devo proprio andare“…”Nooo” gridai sarcasticamente.

Si alzò dal letto e si infilò nel bagno. Non appena lo sentii alzare la tavoletta del bagno, la mia mano ricoperta delle sue goccioline umide si fece strada per la mia figa. Purtroppo tengo la mia fighetta rasata come piace a lui anche se a me piace tenere un piccolo cespuglio da strofinare dopo “un’esplorazione orgasmica“. Le chiamo “esplorazioni” perché cerco di usare ogni orgasmo per scoprire ogni volta una parte più profonda del mio sesso.

Ditalino figa

Conoscendo ormai da tempo le sue abitudini, sapevo che sarebbe rimasto in bagno per almeno ancora dieci minuti e che sarei rimasta da sola. Per la maggior parte delle donne dieci minuti sono più che sufficienti. Ma io non sono come le altre. Io ho bisogno di dieci minuti per scaldarmi e quando sono sola mi piace fare le cose con calma. Che senso ha essere una casalinga se non puoi giocare con la tua figa tutto il giorno?

Non c’è modo di farmi scendere dal letto prima che lui esca dal bagno. Potevo aspettare ma ero così eccitata. Raramente mi lascia sola così presto e la sua partenza anticipata mi fece arrabbiare un po’. Una volta sentito lo sciacquone del bagno e la doccia interrompersi, il mio dito iniziò a volteggiare sul mio piccolo cappuccio. Mi fa impazzire sentire queste onde di piacere riversarsi sul mio corpo. Inclinai la testa all’indietro e chiusi gli occhi. Massaggiai un po’ le mie grandi labbra e spalmai un po’ del mio elisir su tutta la mano. Prima di rendermene conto il mio dito medio aveva già trovato il punto G. Sentii una scossa improvvisa lungo tutta la schiena. Per quanto volessi tuffarmi del tutto nella mia figa, rimasi lì ad assaporare tutte le stupende sensazioni che correvano sul mio corpo. I rumori della stanza sparirono, rimaneva solo il mio respiro. Una moltitudine di erotici formicolii viaggiavano su e giù per il mio corpo che si contorceva e tremava e combattevo per controllare il respiro. I respiri lunghi e profondi iniziavano a visualizzare un cazzo perfetto e duro che mi stava scopando in profondità. I miei suoni risuonavano intorno, ero come in trance. I miei fianchi si muovevano al ritmo della mia mano, mentre il mio dito volteggiava e le anche rispondevano ad ogni movimento. Assaggiai i miei dolci umori e la mia lingua iniziò a danzare nella mia bocca mentre cercavo di trattenermi dal gridare di piacere.

Dita in bocca

I miei occhi si aprirono dolcemente e guardai il mio corpo attraverso le coperte. Il calore che arrivava da là sotto era umido. Ad ogni colpo che davo al mio punto G, gocce di umori gocciolavano giù per le grandi labbra. La mia mano era bagnata e rendeva il massaggio scivoloso e caldo. Non bastò mettermi una mano sulla bocca per fermare i miei gemiti, stavo andando alla deriva, il mio dito dentro e fuori stava prendendo velocità. Cercavo di rallentare, lasciando che la suspense crescesse fluentemente. Non appena sentii che si stava avvicinando l’orgasmo, sentii il mio corpo stringersi in una morsa stretta e mi obbligai a rallentare.

Ad un certo punto, realizzai che mio marito era uscito dal bagno e me ne accorsi perché mi stava baciando sulla fronte. Conoscendolo probabilmente disse qualcosa; qualcosa di stupido che faceva ridere solo lui. A dire il vero non gli prestai la minima attenzione. Il mio corpo si stava liberando senza controllo. A malapena riuscivo a controllare il dito che mi stava accarezzando il punto erotico. Ogni respiro che facevo era una lotta per non venire. Le sensazioni erano così forti che le mie gambe iniziarono a contrarsi. Riuscivo a sentirle sotto le coperte e la mia figa tremava sempre più forte ogni secondo che passava. Ben presto persi il controllo del mio corpo. La mia mano stava involontariamente fottendo la mia figa con violenza. Avevo solo il controllo della mia mente e feci tutto quello che avevo in mio potere per non venire. La mano che stava sulla bocca si spostò e afferrò una tetta. Sentii il dolore improvviso del capezzolo strizzato. Non riuscivo a guardare in basso, ma sentivo che la mia mano mi stava portando al culmine. I miei fianchi si inchiodarono nel momento in cui rabbrividii violentemente. Le mie gambe si agitavano senza meta, mentre finalmente ero nell’estasi del mio orgasmo.

Il cuore batteva all’impazzata e la mia mente era annebbiata. Ricordo solo brevi momenti di lucidità mentre potevo vedere la stanza. Mentre tremavo sotto le coperte, sentivo la mia figa cantare canzoni di beatitudine che mi riempivano la testa. Piansi di dolore mentre la mia figa tremava. Non potevo trattenere il mio corpo ma potevo trattenere tutte le sensazioni di quel momento. La scossa elettrica lungo la schiena scosse le mie anche e le braccia spinsero via le coperte, esponendo il mio corpo sudato. L’aria fredda si fece sentire sulla pelle e le lenzuola erano inzuppate del mio sudore. I miei arti tremavano ancora quando la mia mano destra scivolò esplorando la mia figa. La esplorai e il primo tocco mi diede la scossa. “O mio Dio” dissi roteando i fianchi e cercando di riprendere il controllo del mio corpo.

Mi lamentai dolcemente, mi faceva male tutto il corpo, mi sembrava di aver corso una maratona. Ogni muscolo aveva sperimentato tensioni e spasmi. Persino le mie palpebre sembravano pesare una tonnellata. Per quanto fossi indolenzita, la mia mente aveva una nuova euforia… Amo iniziare così la giornata.

Per quanto dolore io sentissi, la mia figa ne sentì molto di più. Non ho idea di quanto tempo sono rimasta lì, ma so che il mio corpo stava meglio dopo essere venuta. Ho chiuso gli occhi e ho apprezzato il silenzio della casa. Mi sono concentrata sui respiri e ad ogni respiro aprivo la mia figa. Questa era la mia forma di Yoga erotico. Mentre ero li sdraiata, sentii mio marito salire gli scalini. Onestamente non mi ricordavo nemmeno che se ne fosse andato.

Così quando lo sentii intrufolarsi nel letto, capii che aveva qualche stupidaggine in mente. Con mio grande stupore, lo sentii avvolgermi una benda intorno agli occhi. “Potevi semplicemente chiedermi di chiudere gli occhi“, lo stuzzicai con voce sensuale. Invece di rispondermi mi tirò sul bordo del letto. Aveva la testa proprio di fronte al mio inguine. Finì di legarmi la benda sugli occhi e si tolse i pantaloni.
A cosa devo questa sorpresa?“, dissi sorridendo mentre spingeva il suo cazzo morbido contro le mie labbra.

Non mi aveva mai sorpreso così prima d’ora, quindi non mi arrabbiai con lui per aver rovinato la mia giornata perfetta. Aprii la bocca e lasciai entrare la sua cappella dura contro la mia lingua. Leccai dolcemente la punta finché me lo spinse tutto in bocca. Non ci volle molto perché diventasse duro. Non so perché ma il suo cazzo mi sembrava più grande del solito. La sua circonferenza era più grande perché riuscivo a malapena a tenerlo in bocca. Era anche più aggressivo del solito. Mi teneva una mano sul collo e grugniva mentre si scopava la mia gola.

Pompino casalinga

Di solito, mio marito era più dolce nei modi e più pacato. Quel giorno, mi stava scopando come un vero uomo. Il suo cazzo riempiva la mia gola mentre spingeva oltre la lingua. La mia bocca era ora piena di viscida saliva e gli ricoprivo il cazzo. Lo tirò fuori e sparse il mio viso con tutta la bava della mia bocca. Prima che potesse muoversi nuovamente, gli succhiai il cazzo prendendolo tutto in bocca. Lo stavo succhiando bramosamente e lui era dannatamente selvaggio e la ferocia che aveva in quel momento mi permise di scoparlo in bocca. Gemetti e urlai sul suo cazzo. Lo sentii balbettare e con le mani colpiva il letto. Provò ancora a farsi scopare in bocca ma ora il suo ritmo era lento e debole. Mi allungai e gli afferrai le natiche tirandolo più vicino. Provò a divincolarsi ma prima che mi sfuggisse infilai di nuovo il suo cazzo in bocca. Lo ingoiai il più profondo possibile e lo tenni in bocca.

Stava strillando e si divincolava per farlo uscire. Gli strinsi le natiche e urlai contro il suo cazzo. “Fottimi” gli sbottai ripetutamente. Lo sentii afferrarmi le tette e strizzare i miei capezzoli. Sperava che il dolore mi avrebbe fatto demordere e invece mi eccitò ancora di più. Spostai la mia mano alla ricerca della mia figa e iniziai a massaggiarla. Grugnì non appena vide che il mio dolore mi faceva eccitare ancora di più. Risposi, gemendo sulle sue palle. Le grandi sfere pelose penzolavano sulla mia fronte. Iniziai a dare dei colpi con la mia testa, accarezzando il cazzo con la bocca. Gemette più forte e io mossi la bocca più velocemente. Lasciò andare i capezzoli e mise le mani sui miei fianchi. Sentii il letto sprofondare mentre si appoggiava su di me. Usando il letto come leva, mi scopò la bocca come un mostro. Potevo a malapena respirare e lo scopai con la bocca violentemente. I miei gemiti e piagnistei non si potevano sentire sopra il suono dei suoi grugniti. Il suo grosso cazzo mi stava davvero sbattendo forte. Di riflesso lo sentivo anche nella mia figa. Le mie dita esploravano la vulva finché non trovarono il clitoride. Strofinai con forza il mio pisellino caldo, esponendo tutta la mia eccitazione a mio marito.

Masturbazione Clitoride

Il mio corpo era cullato dal suo potere e all’improvviso sentii un dolore acuto attraversarmi il corpo. Mio marito mi stava schiaffeggiando la figa con tutta la forza che aveva. Il dolore era così forte che ero quasi vicina all’orgasmo. Chiusi le gambe e cercai di nascondere la mia debolezza da lui. Con uno strattone sfilò il suo cazzo dalla mia bocca e afferrò i miei capelli. Avevo sensazioni miste di paura ed eccitazione, ero sbalordita e non avevo la più pallida idea di ciò che volesse fare. Non avevo mai avuto paura di mio marito in quel modo, e lo amai. Sapevo cosa mi avrebbe fatto se avessi aperto le gambe, così le spalancai. Come avevo previsto mi schiaffeggiò nuovamente la figa. Questa volta colpì il clitoride. Il dolore era pazzesco. Urlai con questa sensazione di dolore piacere. La mia figa si bagnò ancora di più con questa sensazione di dolore e eccitazione. Non appena il dolore diminuiva , lui schiaffeggiava di nuovo. Credo che le mie grandi labbra fossero davvero arrossate dopo i colpi che mi sferrava. Aprii di più le gambe, pregandolo di colpire più velocemente. Con mia grande soddisfazione i suoi colpi divennero sempre più forti. Il dolore eccitante mi fece rabbrividire tutta la schiena. Gridai dalla gioia mentre le mie anche si muovevano al ritmo dei suoi schiaffi.

Si stava scopando le mie grandi labbra gonfie sotto il colpo dei suoi feroci colpi. Per farlo eccitare e incazzare ancora di più feci scivolare due dita dentro la mia figa. Provò a togliermele ma io ero immersa in una nuova eccitante esplorazione. Urlai perché mi punisse più duramente. Ma lui invece di colpire iniziò a strofinarmi il clitoride. Il suo assalto diretto al mio grilletto caldo mi portò in un vortice verso l’orgasmo. La mia mano si staccò dalla mia vulva, ma la sua no. Le mie gambe tremavano e si agitavano in questa eccitante agonia. Sprofondai le mie unghie nel suo corpo. I miei fianchi si piegarono violentemente cercando di spingerlo via da me. Ma lui mi attirò più vicino, strofinando più velocemente il mio sensibile clitoride. Il dolore e la eccitazione si mescolarono nel mio corpo e la mia mente fluttuava, le mie grida e i miei gemiti riecheggiavano per la casa. Avevo la pelle d’oca ovunque. L’euforia si era impossessata del mio corpo, come onde elettriche ovunque. Avevo la testa che mi girava. Lui rideva mentre il mio corpo continuava a tremare.

Girò le sue dita sul mio clitoride finché il mio corpo non si intorpidì. Ero pronta per alzarmi quando lui iniziò a schiaffeggiarmi ancora. L’improvviso e inaspettato schiocco mi fece esplodere. Sentii caldi flutti di umori contro l’interno delle cosce. Ogni schiocco faceva schizzare sempre di più la mia figa. Era la prima volta che mi faceva schizzare e non riuscivo a fermarmi. Schiaffeggiava e zampilli di umori fuoriuscivano dal mio corpo. Mi fece sedere al centro del letto. La mia figa bruciava di passione e colava tra le mie gambe; lo sentivo gemere sapendo che stava fissando il mio corpo. Non so cosa pensasse, la sua moglie troia, inzuppata e umiliata allo stesso tempo.

Ho amato ogni secondo di questo momento. La mia bava che usciva dalla bocca ansimando e gemendo inzuppò la benda e il mio viso, ma non mi interessava. Sentii gocciolare fino al petto e sorrisi pensando a come potevo apparire ai suoi occhi. Cercai con la mano la figa ma lui me la spinse via. Salì sul letto e si accucciò dietro di me. Le sue mani afferrarono le mie tette e strinsero i capezzoli duri fino a farmi gemere. Potevo sentire il suo alito caldo dietro al mio collo. Mi lasciai cadere nelle sue braccia. Il mio corpo devastato dall’orgasmo tremò contro il suo petto. Mi accarezzò dolcemente premendo le sue labbra contro le mie.

Mi baciò in un modo che solo alcune donne mi avevano baciato prima. Era come se le nostre anime si fossero legate in quel momento. Una mano mi stava massaggiando la figa malconcia, mentre l’altra mi massaggiava le tette. Ci baciammo lentamente mentre si appoggiava dolcemente sulla schiena. Scivolò sopra di me premendo il suo cazzo contro la mia figa… era ciò che voleva.

Il dolore eccitante mi fece tremare sotto di lui. Mentre le nostre lingue ballavano una nella bocca dell’altro, strinse bene la benda. Prima che potessi gemere di nuovo, fece scivolare la sua terza gamba dura dentro la mia figa contratta. Il calore del suo cazzo mi fece venire i brividi sulla schiena. Ero così bagnata, non ebbe problemi a spingere. Ansimai nella sua bocca, cercando di non urlare. Aspettai che mi tenesse tra le braccia come faceva di solito, ma non lo fece. Invece afferrò i miei fianchi, mi sollevò le anche dal letto e spinse ferocemente verso il mio punto G. Lanciai un leggero urlo ma mi tappò subito la bocca. Schiaffeggiò una coscia per punirmi per aver urlato e cominciò a spingere più forte, facendo dondolare il letto con la sua forza. La testiera sbatteva contro il muro e il mio corpo rimbalzava a ogni duro colpo. Grugniva, ruggiva e mi sbatteva più forte che poteva. La mia figa stretta e stanca non ce la faceva a stargli dietro. Ero alla sua mercé e stavo sperimentando i miei nuovi limiti. Sentivo ogni vena gonfia del suo cazzo increspato dentro di me. I fianchi mi scuotevano sotto la sua forza. Le mie gambe si alzarono e cominciarono a stringere. Era come se Hulk mi stesse scopando come una furia.

Posizione del Missionario

Usai entrambe la mani per tenermi la bocca chiusa ma il mio corpo stava scoppiando come un geyser. Sapevo che avrei schizzato di nuovo, lo potevo sentire. Sentivo la mia testa correre. Immaginavo il corpo di mio marito che stava devastando il mio. I lamenti che faceva mi facevano impazzire. Lottai per non urlare. Mi sollevò le anche ancora più in alto. Ormai penzolavo dal letto, urlando nelle mie mani. La mia testa pulsava e precipitai in un vortice di sensazioni infinite. Ad ogni spinta il mio corpo sussultava. Sentivo il suo cazzo in ogni parte del mio corpo. La mia bocca piena di saliva, quasi mi affogava. Il piacere era così intenso. Le mie mani si spostarono dalla mia bocca per afferrare le sue braccia. Ero in un vortice di beatitudine. Mi sollevò completamente dal letto, in bilico tra le sue braccia e vibrando violentemente. Il mio corpo era ormai incontrollato e convulso. I miei piedi penzolavano dietro di lui, contraendosi a mezz’aria. Spinse senza pietà, quasi distruggendo la mia cervice. La mia figa tremò forte e gemette di dolore, mentre mi strinsi addosso a lui.

Le pareti della mia figa lo tenevano avvinghiato e lo spremevano sempre più in profondità. Provò a tirarlo fuori, ma le mie contrazioni lo stringevano forte. Si gonfiò di più e lo sentii palpitare dentro di me. Stavo davvero superando i miei limiti. Non sapevo se ero totalmente cosciente mentre un altro orgasmo mi stava raggiungendo. Mentre mi contraevo e sussultavo, sentii raffiche esplosive nella mia figa. Il suo cazzo mi aveva riempita, bloccando il mio schizzo. Mi lasciò cadere cercando di staccarsi, ma la mia figa lo stava trattenendo. Continuai a sussultare ad ogni zampillo. Sentivo la mia figa diventare scivolosa. Anche lui se ne accorse e mentre piagnucolavo nel mio orgasmo infinito, mi sbatté più a fondo. Scocciato dal potere della mia figa, voleva che mi sottomettessi ai suoi colpi e ogni colpo erano schizzi sulle mie cosce come un geyser.

Affondai le unghie nelle sue braccia. Mi ringhiò e mi sbatté più forte. Più forte mi sbatteva più io venivo. Volevo urlare forte ma non potevo. Il mio corpo era diviso in due ed entrambi chiedevano di più. La mia bocca era come se stesse scopando di nuovo impedendomi di urlare. Il suo cazzo che continuò a devastarmi finché diventai completamente insensibile. Non sentivo più il suo cazzo che mi penetrava ma era ancora sopra di me. Sentii le sue labbra baciarmi e il suo corpo premuto sul mio. Il suo cazzo era ancora dentro di me. “Oh mio Dio…” mi lamentai mentre tirava fuori il cazzo. Soffrii più di prima, lo baciai delicatamente mentre mi giravo a pancia in giù abbracciando il cuscino e gemendo con desiderio. Non importa quanto mi avesse distrutto, io volevo di più. Questa volta cominciò lentamente. Baciò il mio sederino, stuzzicandomi con la lingua. Lo potevo sentire farsi strada nel mio buco del culo.

Anilingus

Mi mordicchiava delicatamente la schiena e il sedere ma con forza. Sentivo il suo caldo respiro sulla mia figa. La sua lingua colpì ancora la mia tenera vulva. Spinse il mio culo per aria e con forza affondò la sua fronte nella mia figa. Stavolta era molto piacevole. Stava leccando e baciando le grandi labbra come prima mi aveva baciato sulla bocca. Ansimò quando la sua lingua trovò il clitoride. Lì nascosto tra le mie dolci colline, il mio clitoride accolse la sua lingua gentile. Mi sorprese quanti trucchi con la lingua avesse imparato mio marito nel corso degli anni. Non sapevo che la sua lingua potesse muoversi in quel modo. La strisciava su e giù come un serpente.

Leccava ogni goccia e centimetro di pelle che riusciva a trovare. Desiderai in quel momento di togliermi la benda e vederlo in tutta la sua maestria. Invece rimasi lì ad assaporare ogni momento. Mise le mani sulle mie cosce e si tirò la figa in bocca. Gemette con la sua lingua strisciante dentro di me. Stava colpendo tutti i miei punti caldi. La sua lingua stava superando la bravura delle mie dita. Così tante sensazioni che la mia mente non sapeva come elaborarle tutte. Ansimai e morsi il cuscino. Con le anche contro la sua faccia, venni nella sua bocca. Le mie cosce mi scossero verso di lui facendolo gemere, mentre beveva tutto il mio elisir. Potevo sentire il suo cazzo pulsare anche se non mi stava toccando. La mia mente si offuscò ma rimase calma. Questo orgasmo leggero era ciò di cui avevo bisogno per recuperare le forze. Mi leccai le labbra e ringhiai. Fece scorrere il mio corpo trascinando il suo cazzo lungo la mia gamba. “Chissà cosa c’è adesso?“, dissi spingendo con sensualità il mio culo verso il suo bastone palpitante. “Sono pronta per il finale“. Mi baciò di nuovo prima di tirarmi nuovamente verso il bordo del letto. Mi tirò fino alle ginocchia, stendendomi la testa sul letto. Si posizionò in piedi dietro di me e posizionò il suo cazzo contro la mia montagnola. Afferrai le lenzuola e strinsi mentre lui si spingeva dentro di me.

Di riflesso mi appoggiai al suo petto e mi avvolse in un abbraccio accarezzandomi. Mi morse l’orecchio e mi massaggiava lentamente la vita. Io misi le mani sulle sue braccia e lui iniziò a spingere. Lentamente e dolcemente lasciò ai suoi potenti colpi, fare il lavoro. Prima che potessi gemere, mi sbatté sul letto, mi piegò e mi spinse il cazzo dentro con forza. Teneva giù la mia testa facendomi gemere nelle lenzuola. Mentre mi lasciava andare la testa, mi mise le mani sui fianchi. Io inarcai la schiena e spinsi il culo verso di lui. Mi appoggiai e l’ho lasciato che andasse fuori di testa. Così iniziò a sbattermi forte, impetuoso sempre più forte e veloce. Lasciai che il mio corpo sussultasse e tremasse come preferiva. Le mie mani afferrarono le lenzuola mentre il suo uccello si faceva strada dentro di me. Il suo cazzo era andato in profondità anche troppo. Non sapevo come urlare. Non ero ancora venuta ma mi sembrava di sì. Sentii la sua carne riempirmi nuovamente in nuovi modi. Mi schiaffeggiò e strizzò il culo mentre urlava.

Cazzo in culo alla casalinga

Aprii le mie cosce per agevolarlo e farlo entrare di più. Il mio corpo scosse l’intero letto e i miei piedi trascinarono via il tappeto. La testiera del letto sbatté contro il muro seguendo il nostro ritmo. Mi sollevai e strizzai le mie tette. Tirai forte i capezzoli e gridai più forte che potevo. Li sentivo come diamanti tra le mie mani, erano così duri. Il dolore caldo che stavo provando nel pizzicarli non superava quello che provavo con la sua verga dura che stava distruggendo la mia figa. Sentivo la sua crema calda bagnarmi tutta. La mia figa sgorgava il suo liquido caldo rendendola ancora più scivolosa. Il mio corpo iniziava a contrarsi; i miei occhi rotearono all’indietro. Le mie cosce tremavano e le mie ginocchia si piegavano sotto la sua forza. Caddi in avanti e gridai più forte che potevo. Il mio corpo sussultò e si agitò mentre stavo per venire. Imploravo sempre di più e mentre staccai le mani dalla morsa delle lenzuola sentii la benda scivolarmi sul viso ma non riuscivo a tenere gli occhi aperti.

Ogni centimetro del mio corpo era in estasi, potevo sentire ogni nervo e zona erogena prendere fuoco e scintillare. Lui continuava a pompare sempre più forte e il mio desiderio di orgasmo cresceva sempre di più.
La mia cervice tremava, inviando vibrazioni di gioia sulla mia spina dorsale e ad ogni estremità. Le gambe cedettero e sono quasi svenuta. Avevo gli occhi aperti ma non riuscivo a vedere nulla. La gola mi faceva male per aver urlato così forte. Mi coprì la bocca e il naso per impedirmi di urlare. Le mie grida di beatitudine fecero cadere delle vere lacrime di euforia sul mio viso, lui mi tirò sul suo petto accarezzandomi mentre continuava a pompare la mia figa.

Gemevo al sentirlo ringhiare contro la mia spalla. Esplose dentro di me. Ebbe un orgasmo potente come tutti i miei. Stava gemendo anche lui mentre spostava le mani dalla mia bocca per sostenermi. Stavamo gemendo insieme al sopraffare dei nostri orgasmi. Era dentro me talmente in profondità che non riuscì nemmeno a toglierlo e stava sputando una quantità esagerata di sperma. Eravamo stravolti entrambi. Sentivo il mio basso ventre gonfio e lui mi schiaffeggiò dandomi le ultime spinte mentre mi sistemavo la mia benda. Lentamente si alzò in piedi, attento a non farmi cadere perché io ero senza forze. Leccai le sue labbra chiedendo un bacio.
Le sue labbra incontrarono le mie e rimanemmo lì a godere il momento finché non scattò un allarme. Lui in fretta tirò fuori il suo cazzo e si scostò da me, colando tutto i liquidi sul pavimento. Io gemevo e tremavo mentre lui si liberava e scomparve. Mi scostai la benda dagli occhi e vidi il mio corpo devastato e il pasticcio rimasto sul pavimento. Massaggiai delicatamente la mia figa arrossata e piena di lividi finché non mi addormentai. Mi svegliai in tempo per ripulire prima che ritornasse a casa. Me lo sentii addosso appena prima di finire di sistemare il letto.

Sei rimasta nuda per me o hai un amante nascosto da qualche parte?“, mi chiese scherzosamente.
Lo sai che sei tu il mio unico amante“, risposi in modo seducente.
Fece uno sguardo strano mentre lo guardavo col fuoco negli occhi.
Perché mi guardi in quel modo?
Come se non ricordassi la tua piccola visita a sorpresa“.
Di cosa stai parlando?
Ad oggi non so davvero se stesse scherzando o no. Ad essere onesta, non mi interessa davvero.

Tutto quel che so è che sia lui o qualcun’altro, ogni tanto io vengo bendata e scopata nell’oblio. Cos’altro può chiedere una casalinga vogliosa?

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