Un week-end da vero Cuckold

I due neri

Un classico dei racconti sesso a tre che narra della mini vacanza della giovane coppia, durante la quale il giovane fidanzatino impara l’arte del cuckold.


Era la prima volta che andavamo a Roma. La mia ragazza Annalisa ed io, eravamo entusiasti di andarcene dal lavoro per il fine settimana. Annalisa ha un corpo fantastico con enormi tette e un culo abbastanza grande, perfetto direi. La sua forma fisica mi ricorda una star del porno americana.

Ha lunghi capelli biondi e bellissimi occhi verdi. È molto socievole in pubblico, ma un po’ puritana in camera da letto. A me piace esplorare in quel campo, ma lei ha delle regole rigide quando si tratta di sesso. Per esempio ha la fissa di farmi lavare le mani e usare un disinfettante prima di toccarle un qualsiasi punto vicino alla sua figa, per assicurarsi che non abbia alcun tipo di infezione.

Mi fa sempre indossare un preservativo anche se usa la pillola perché vuole assicurarsi che non accada nulla di inaspettato. Inoltre non le piace succhiare il mio pene per più di un paio di minuti perché le vengono i conati di vomito. Infine, odia assaggiare i suoi succhi.

Io me la lecco e succhio per ore e lei dopo, si fa baciare solo sulla guancia perché il mio respiro ha l’odore della sua figa. Siamo entrambi ventenni, quindi ancora freschi nella nostra carriera lavorativa e non stiamo facendo molti soldi. Perciò per risparmiare sulla nostra vacanza, abbiamo deciso di rimanere in Italia e utilizzare i mezzi pubblici per recarci a Roma.

Fui in grado di trovare un hotel davvero carino a un prezzo molto conveniente. Arrivammo il giovedì sera dopo una lunga giornata di lavoro e un viaggio ancora più lungo, quindi stravolti ci riposammo in camera poco dopo il check-in. Il venerdì ci svegliammo presto e ci vestimmo: Annalisa indossò una camicia che rivelava un po’ di scollatura e pantaloncini molto corti da quanto faceva caldo, e non voleva sudare troppo.

Prendemmo il tram fino alla fermata più vicina di dove volevamo andare, e un autobus per il resto del tragitto. Trascorremmo una giornata molto divertente e rilassante che si concluse con alcuni drink in un bel bar del centro. Per tornare all’hotel col tram, dovettimo fare alcune fermate.

Ci eravamo seduti vicino alla porta dopo essere saliti, con lei all’esterno e io all’interno. Quando fummo alla fermata successiva, il tram era già abbastanza pieno.
Due grandi ragazzi neri salirono sulla nostra carrozza e immediatamente guardarono Annalisa. Ci passarono davanti, ma poco dopo che il tram ripartì, uno di loro venne da noi.

Ehi amico, il mio amico ha un ginocchio dolorante, ti dispiace se si siede?” chiese sembrando di sapere che non avrei detto di no. “Sì, certo siediti” riuscii a malapena ad alzarmi, prima che il suo amico mi spingesse via quasi a farmi cadere. L’altro era dalla parte opposta accanto a lei.

Iniziarono subito a parlare con Annalisa come se io non fossi nemmeno lì. Ognuno si presentò a lei e non a me. Quello che si sedette disse: “Ciao, sono Jamar e lui è il mio amico Meat.” Lei strinse a entrambi le mani, e sembrò che nessuno dei tre si ricordasse della mia esistenza.

Meat con aria sbruffona poi le chiese: “Vuoi sapere perché mi chiamano Meat?” Annalisa chiese educatamente e innocentemente il perché e lui con un sorriso disse: “Lo scoprirai.” Lei ridacchiò non capendo completamente la risposta di Meat.

Entrambi continuarono a chiacchierare. Ogni volta che girava la testa, il ragazzo dalla parte opposta guardava palesemente la camicia e la scollatura di Annalisa. Iniziai a sentirmi geloso e un po’ eccitato. Alla fine, un paio di fermate prima della nostra, Jamar finalmente si ricordò che c’ero anche io, chiedendomi: “Dove alloggiate stasera?

Dissi loro il nome dell’hotel e lui iniziò a fare altre domande, se ci piaceva e se avesse una piscina. Quando arrivammo alla nostra fermata, la mia gelosia e la mia eccitazione si placarono. Annalisa e io scendemmo e tornammo in albergo. Decidemmo di scaldare un po’ l’ambiente bevendo un paio di drink al bar dell’hotel.

Eravamo seduti lì a parlare quando all’improvviso sentii: “Ehi! Guarda chi si vede! È divertente imbattervi qui.” Mi guardai indietro e vedi Jamar e Meat in piedi lì. Meat prese il posto vuoto sul lato di Annalisa, Jamar afferrò lo sgabello vuoto dall’altra parte e iniziò a spingerlo tra me e Annalisa, finendo per mettersi tra di noi.

L’unica volta che si accorsero che ero lì anche io, fu quando Jamar disse al barista: “Ehi ragazzo, prendo ciò che ha preso lui!” mentre mi indicava col dito. Ero un po’ scioccato e avendo la familiare combinazione di gelosia e eccitazione, non fui in grado di dire una parola fino a quando il barista non iniziò ad aggiungere i loro drink alla mia camera.

Circa un’ora dopo l’arrivo di Jamar e Meat, c’erano già fatti 5 birre ciascuno e sia io che Annalisa eravamo pronti per tornare nella stanza. Fummo d’accordo di andarcene quindi pagai il salatissimo conto e ci incamminammo verso la nostra stanza d’albergo.

Jamar e Meat stavano entrambi camminando con noi e stavano parlando con Annalisa facendo ancora finta che io non ci fossi.

Mentre raggiungevamo l’ascensore per salire nella stanza, Jamar si fermò e disse: “Oh merda, ho dimenticato qualcosa al bar.” Mi guardò e mi chiese se potevo andare con lui a prenderlo. Mi assicurò che Meat avrebbe accompagnato Annalisa nella stanza. Fui follemente d’accordo e le porte dell’ascensore si chiusero.

Jamar si rivolse quindi a me e disse: “In realtà non ho dimenticato nulla al bar e non essere arrabbiato, ma stasera ti scoperemo quella troia della tua ragazza.” Lo guardai come se fosse pazzo. Rise e disse: “Dai amico, sto solo scherzando.” Prendemmo l’ascensore successivo ed entrammo nella stanza.

Quando aprii la porta, sentii Meat parlare e dire: “E’ per questo che mi chiamano Carne.” La cosa che vidi subito dopo fu la bocca di Annalisa aperta per lo stupore delle dimensioni dell’enorme cazzo nero di Meat.

Era flaccido ma comunque di dimensioni impressionanti. Rimasi sbalordito alla scena che avevo di fronte che sembrò eterna fino a quando Jamar non mi spinse via dicendo: “Levati di mezzo. Stasera mi sto già bagnando il cazzo.

Jamar si spogliò rapidamente e si mise anche lui di fronte a Annalisa. Aveva un pene leggermente più piccolo di quello di Meat, ma ancora esattamente il doppio del mio. Annalisa si inginocchiò e guardò attentamente entrambi i cazzi prima di guardarmi per un momento e iniziare a succhiare il cazzo di Meat come non l’avevo mai vista fare prima, mentre accarezzava il cazzo di Jamar con l’altra mano.

Io rimasi paralizzato sulla porta guardando le azioni della mia fidanzata. Passò a Jamar e lo succhiò altrettanto avidamente. Andò avanti e indietro tra i due fino a quando non furono entrambi duri come la roccia.

Quello di Meat era lungo circa 25 centimetri e con una circonferenza enorme e quello di Jamar che non era molto più piccolo ma con la stessa circonferenza.

Quando Meat fu soddisfatto, la sollevò e la gettò sul letto come se fosse una bambola di pezza. La sua testa pendeva dal lato del letto mentre Meat le allargava le gambe e le metteva il suo enorme cazzo sul ventre.

Lo guardò e respirò: “Oh mio Dio.” Prese il suo cazzo e stava per entrare in lei prima che lei dicesse: “Aspetta, hai un preservativo?

Sia Meat che Jamar ridacchiarono, quindi Meat disse: “No, noi scopiamo le nostre femmine a crudo!” mentre iniziò a forzare il suo cazzo nella sua figa stretta. Lei gemette più forte di quanto io abbia mai sentito mentre diceva: “Okay, fai quello che vuoi.

Jamar si avvicinò al lato del letto dove pendeva la testa, e lei con una reazione istintiva, iniziò a succhiargli il cazzo con la stessa intensità di prima. Non era mai sembrata disposta a fare qualcosa del genere con me, ma io non sono nemmeno la metà di nessuno dei due.

Venne due volte sul cazzo di Meat prima che lui dicesse: “Facciamo girare la puttana. Adesso per lei è tempo di succhiarmi la figa dal cazzo.” Non avrei mai pensato che potesse fare una cosa del genere, ma sembrava lo stesse aspettando come una studentessa vogliosa e si mise a pecorina con il culo in l’aria di fronte a Jamar e la testa bassa a succhiare i suoi fluidi dall’uccello di Meat come se stesse aspettando quel momento.

Jamar spinse il suo cazzo nella figa di Annalisa e iniziò a scoparla due volte più forte di Meat. Annalisa venne almeno tre volte in dieci minuti. Proprio in quel momento, Jamar iniziò ad avere uno sguardo teso sul suo viso e potevo vedere le sue palle iniziare a stringersi. Poi disse: “Maledetta puttana hai una bella figa. Ho intenzione di venire. Dove vuoi che scarico troia?

Senza esitazione, si tolse il cazzo di Meat dalla bocca il tempo per dire: “Nella mia fottuta figa.” Mi cadde quasi la mascella sentendo quello che stava dicendo la mia donna. Io non l’avevo mai nemmeno scopata senza preservativo. Jamar felicemente obbligato, spinse il suo cazzo più profondamente nella sua figa mentre veniva.

Meat quindi afferrò la testa di Annalisa con entrambe le mani e la tenne in posizione mentre le scopava la bocca. Lo prese e lo guardò come se fosse disposta a fare qualsiasi cosa per fargli piacere. Proprio in quel momento disse: “Sdraiati sulla schiena troia” mentre la afferrò per il collo e la gettò sulla schiena.

Si alzò in piedi sopra di lei con il suo cazzo puntato dritto sulle sue tette. Venne in quello che sembrava un litro di sperma e fece sembrare le sue tette un paio di ciambelle appena glassate.

Poi si sedettero ciascuno su un paio di sedie nella stanza, ancora nudi mentre Annalisa si crogiolava nel piacere che aveva appena ricevuto.

Mi guardò per la prima volta da quando tutto era iniziato e mi fece cenno con il dito. Mi avvicinai obbediente. “Tesoro, la mia figa è davvero dolorante dopo che mi hanno scopato così bene e Jamar è venuto dentro di me” disse con un broncio falso sul viso. “Potresti dolcemente ripulirmi la figa dal suo sperma?” Jamar scoppiò a ridere e Meat disse: “Sì, cura bene la tua troia stupido ragazzino bianco.

Mi inginocchiai e iniziai a leccare e succhiare tutti i rivoli di sperma mentre lei rideva e mi diceva: “Sì bravo abbi cura della tua ragazza appena fottuta.

Finalmente finii di leccare tutto lo sperma mentre Annalisa mi spingeva la testa fuori dalle sue gambe. In quel momento Jamar disse: “Accidenti! Tutto questo mi ha fatto venire fame.

Meat mi guardò e disse: “Portaci del pollo fritto, ragazzino pallido. Noi terremo compagnia alla tua puttana mentre te ne vai.

Tutto quello che Annalisa fece fu mandarmi un bacio e salutarmi con la mano mentre Meat mi afferrava per la camicia e mi lanciava fuori dalla porta. Trovai un posto che serviva pollo fritto alle 11 di sera e tornai nella stanza d’albergo circa un’ora dopo essere stato buttato fuori.

Aprii la porta sentendo la mia ragazza gemendo e dicendo: “Oh cazzo! Il mio ragazzo è una merda! Ho bisogno di veri cazzi come i vostri!
Entrai e Jamar disse: “Sarà meglio che hai il mio pollo.

Ce l’ho proprio qui” dissi sentendomi uno stupido mentre sollevavo la borsa. Mi sentii estremamente umiliato.

Abbassai lo sguardo su Annalisa ed era di nuovo a carponi con il cazzo di Jamar in bocca e il cazzo di Meat nella figa. Annalisa si tolse il cazzo di Jamar dalla bocca, mi guardò e disse con un tono innocente: “Tesoro, voglio che tu mi scopi dopo che hanno finito loro.

Mi emozionai molto. Finalmente avrei fatto sesso con la mia ragazza. Si ficcò il grosso cazzo di Jamar in bocca e poco dopo sia Meat che Jamar entrarono nella sua figa e bocca. Finito, si alzarono e iniziarono a vestirsi. Ancora una volta, mi fece segno con un dito che aveva la bocca sporca di sperma.

Mi spogliai rapidamente e quando stavo per entrarle mi fermò e tirò fuori un preservativo. Misi con fare imbarazzante il preservativo. Mentre le infilavo il cazzo, mi afferrò la nuca e mi ficcò la lingua in gola. Lo sperma cominciò a scorrere nella mia bocca e, come per istinto, ingoiai lo sperma e ricambiai il bacio.

In 30 secondi venni nel preservativo. Mi spinse fuori da lei e disse: “Sei già venuto? Non hai nemmeno avuto modo di succhiarmi le tette bagnate di sborra.

Poi mi costrinse ad abbassare la testa fino al seno e iniziai a leccare fino a quando non ci fu più sborra sulle sue tette. Mentre le leccavo le tette, sentii Meat che parlava con Annalisa: “Noi andiamo, ma torneremo domani. Assicurati che il ragazzino non sia qui finché non abbiamo finito.

Va bene” disse loro con un sorriso. Presero il pollo e se ne andarono. Poi mi spinse la testa verso la sua figa e ancora una volta la ripulii. Una volta finito, si addormentò e io feci lo stesso. La mattina dopo mi svegliai e trovai Annalisa con il vestito più sexy che avessi mai visto.

Mi disse: “Vai a fare qualcosa da solo oggi. Meat e Jamar porteranno un paio di amici in più, e io passerò la giornata qui in camera con loro.

Non potei fare altro che annuire. Mi baciò dolcemente sulla guancia e mi fece cenno di uscire vestito ancora con i vestiti del giorno prima. Passai l’intera giornata in un ristorante lì vicino.

Non ricevetti nessun messaggio da Annalisa per tutto il giorno quindi verso sera erano quasi le 6, tornai con un taxi all’hotel e vidi un gruppo di 4 ragazzi di colore allontanarsi dai paraggi dell’hotel. Sperai con tutto me stesso che fossero Jamar, Meat, e i suoi amici, perché non volevo essere picchiato per essere rientrato.

Aprii la porta e vidi che Annalisa giaceva completamente nuda e inzuppata di sperma sul letto con gli occhi chiusi, era addormentata.

Il vestito sexy di quella mattina era stato fatto a pezzi ed era sul pavimento. Aprì gli occhi sentendomi entrare e disse: “È ora di pulirmi, tesoro.

Mi avvicinai al letto e iniziai i miei compiti da cuckold.

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