Un Dom prende una Sub nel bagno di un bar

Una fantastica scopata con doppia sborrata. Prima nel culo e poi in bocca.

Ero fuori con un paio di amici a bere qualche birra. Stavamo finendo la serata ed eravamo in un bar nel centro di Milano nel quale non ero mai stato prima. Eravamo seduti a parlare di alcune delle donne che avevamo visto e con cui volevamo provarci.

Sai come funziona “Avrei dovuto andare da lei e…” stava dicendo uno dei miei amici e stavamo tutti ridendo. I miei gusti sessuali in pochi li conoscevano e stasera eravamo solo ragazzi fuori a bere, a raccontarci bugie, ridere e divertirsi. Successe proprio in quel momento. Era già molto tardi e noi tre eccitati dai discorsi, ci stavamo divertendo, quando una coppia entrò nel bar.

Incrociai gli occhi di lei non appena entrò. Sostenne lo sguardo per un attimo poi guardò in basso. Li guardai fino a che non furono seduti. Erano ovviamente sposati perché lui non le prestava molta attenzione. Lei era molto attraente, non del genere di bellezza da film. Ma, lei era sexy, forse la donna più sexy che io abbia mai visto. Mi piaceva il modo in cui si atteggiava. Mi piaceva il suo modo di camminare. La scrutai meglio. Aveva i capelli lunghi, occhi belli e seni grandi. Indossava una gonna corta di jeans senza collant e una canotta rosa con un’ampia scollatura che metteva in risalto le sue belle tettone.

Il mio cazzo divenne duro solo al guardarla. Mi sentii immediatamente geloso del marito. Ma era qui con lei, mentre io, al suo posto, sarei stato a casa a scoparla come un pazzo. Continuai a guardarla. Persi tutta la conversazione dei miei amici, ero bloccato su di lei. Wow! Il mio cazzo pulsava nei miei pantaloni. Lei mi guardava e poi sorrideva e guardava in basso, in un modo sottomesso. Si stringeva nelle braccia come per voler apparire piccola. Tutti i segni che volevo erano lì. Per un tipo dominante come me, lei era la sub ideale. Mi chiedevo se il suo maritino lo avesse mai notato che aveva una moglie troia!

Stavo pensando a quanto volevo scoparmela. Volevo scoparla duramente, prima nella figa poi nel culo. Morivo dalla voglia di chiederle quanto avrebbe voluto essere scopata. Mi guardò come se sapesse quello che stavo pensando. Se avesse avuto qualche idea di quello che stavo pensando, sono sicuro che sarebbe rimasta seduta al posto! Stavo pensando all’idea di incontrarla in qualche modo e di avere almeno il suo nome. Forse avrei potuto chiamarla e portarla fuori a pranzo o a prendere un caffè. Stavo fondendo il mio cervello.

Non volevo ovviamente andare oltre, perché questo poteva far incazzare il marito. Ma non ero troppo preoccupato dal momento che i miei amici sono dei grandi figli di puttana. Stavo pensando a tutto questo, mentre lei faceva una danza con gli occhi su e giù, verso di me. Avevo intenzione di scoparla. Avevo solo bisogno di capire come farlo. Poi arrivò il momento giusto.

Si alzò e venne verso di me sempre con la sua “danza” degli occhi. Aveva le braccia incrociate, che facevano risaltare i suoi grandi seni. Lasciò cadere lo sguardo proprio mentre mi oltrepassava e solo allora mi resi conto che era diretta verso il bagno. Lo presi come un segnale. Un segnale silenzioso. Ero sicuro di averlo letto bene. Non volevo arrivare dopo a dover dire avrei dovuto fare, sarei dovuto andare, quindi feci quello che volevo fare.

Con tre passi raggiunsi la porta del bagno, proprio mentre si stava chiudendo. La porta del bagno delle donne si era appena chiusa. Feci la mia mossa e entrai. Lei rimase scioccata con gli occhi sgranati e anche un po’ di paura. “Non puoi entrare, è il bagno delle donne”, disse.

Moglie infedele nel bagno del bar

Ciliegina” dissi, perché mi sembrava matura, dolce e succosa “il mio nome è Riccardo e ho voglia di scopare con te”.
Guardò in basso e disse ansiosa: ”Lo so, lo so”.
La avvicinai a me e la baciai. Aprì la bocca e cominciò a succhiarmi la lingua come se fossimo vecchi amanti. Mi spinse sul petto, ma sapeva cosa stava per succedere e stava succedendo proprio qui. Le infilai la mano nella camicetta e notai che non aveva il reggiseno. Le pizzicai i capezzoli e lei iniziò a gemere e a mordermi la lingua. Aveva i capezzoli grandi con piercing. Le sue tette erano meravigliose e i capezzoli duri come diamanti. Il mio cazzo era teso e chiedeva libertà, così mi allentai i pantaloni e li lasciai cadere. Il cazzo rimbalzò fuori e sapeva già dove voleva andare. La sollevai e la misi tra i due lavandini del bagno. Le alzai la gonna per sentire il suo bel culo. Non aveva le mutandine. Le schiaffeggiai un paio di volte le chiappe e lei piagnucolò. Il mio cazzo stava già cercando le sue grandi labbra, come se avesse avuto una mente sua.

La tenni ferma con la mano sinistra e con la destra aiutai il mio cazzo impaziente di sfondarla. Glielo sfregai un po’ sulle grandi labbra e avevo ragione, anche lei lo voleva! Stava già gocciolando. I suoi umori stavano scendendo giù per le cosce. Il mio cazzo scivolò dentro o meglio cadde dritto dentro. Ero così pronto per averla. Iniziai a scoparla lentamente. Si lamentava e gemeva. La sua figa era così bella per il mio avido cazzo. Lo stavo spingendo fino in fondo e potevo sentire le palle sbattere sul suo culo. Lei ansimava e gemendo disse: “Oh Riccardo scopami, scopami con quel grosso cazzo che hai! Lo sento fottutamente grande nella mia figa”.

Moglie infedele scopata in bagno

Le sue parole non fecero che aumentare la mia eccitazione, pensai di venire ma volevo aspettarla. Così decisi di rallentare il ritmo e all’istante sentii qualcosa sbattere sulla mia pancia ad ogni spinta. Mi spostai un po’ indietro e guardando verso il basso vidi un qualcosa luccicare. “Oh hai un butt plug nel culo”, le dissi sorpreso.
Si” rispose “Mi piace scoparmi il culo, così ogni tanto lo indosso”.
Oh mia dolce ciliegina ora te lo tolgo perché da stasera non ne avrai più bisogno”, le risposi estasiato.

Si, Riccardo, ho bisogno del tuo cazzo in culo. Inculami subito, ti prego”.

Mi spostai leggermente e spostai il cazzo dalla sua figa e glielo misi nel culo. Non fu facile entrare, anche se aveva avuto il plug fino a poco prima faticai a penetrarla, ma il cazzo era lubrificato dai suoi umori e spinsi forte. Lei stava spingendo all’indietro per agevolarmi e sospirava più forte.
Stava gemendo: “Oh Riccardo! Oh Riccardo! Oh oh oh oh!”

Le stavo martellando il culo più che potevo. “Oh Riccardo dai fottimi il culo. Per favore sbattimi. Lo sento così grande nel mio culo adesso. Sapevo che volevi scoparmi. L’ho visto nei tuoi occhi. L’ho visto. Oh sento che sto per venire. Scopami forte ragazzo. Per favore siiiiii”.

A quel punto non potevo più trattenermi e venni scaricandole una quantità di sperma nel culo, più e più volte. Era venuta anche lei e gridava. Stava parlando così velocemente che sembrava parlasse più lingue insieme. Tremava tutta e quasi cadde, le sue gambe sembravano gelatina. Ero stravolto anch’io.

Sfilai il cazzo dal suo culo la girai e la baciai avidamente. Le ordinai di tirarmi su i boxer e i pantaloni. Si piegò in basso, prese il cazzo in mano e lo baciò delicatamente più volte. Poi se lo portò alla bocca e lo succhiò. Oh mio Dio era così bello e iniziava a venirmi duro di nuovo.

Le dissi che volevo di più, e lei obbedì, iniziando a farmi un super pompino da paura. Nonostante le avessi appena riempito il culo, nel giro di pochi minuti ero già pronto a venire un’altra volta, inondandole bocca e faccia con un altro carico di sborra calda.

Sborra calda in faccia

Ci demmo una sistemata, finì di sistemarmi i pantaloni e lei si tirò su la gonna. Le dissi che volevo rivederla presto.
Rispose: “Si o mio signore” e mi infilò il suo biglietto da visita nella tasca della camicia. La baciai e uscii.

Mentre aprivo la porta del bagno, vidi quel cornuto di suo marito venire verso di me. Sembrava aver capito tutto, ma non sembrava arrabbiato, anzi aveva un’espressione parecchio soddisfatta.
Ehi amico, lo sai che hai davvero una moglie zoccola? Sei davvero fortunato”, gli dissi.
Lo so”, rispose ed aggiunse: “in questo bar, giochiamo spesso a ‘moglie puttana marito cornuto’. Sono felice di sapere che hai gradito il culo e la bocca di mia moglie”.

Raggiunsi i miei amici e dissi “Andiamocene”.

Mentre uscivamo passai le dita sul biglietto da visita nella tasca e pensai alla prossima volta. Il mio cazzo già stavo iniziando a pulsare di nuovo.

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